I finanziamenti pubblici che arrivano in alcuni luoghi del centro nord sono squisitamente finalizzati al bene collettivo, specie nel campo scolastico, mica come al Sud dove le risorse pubbliche si scialacquano a iosa. Amicizie, appartenenze politiche e quant’altro la politica romana dal dopoguerra ad oggi ha perpetrato ai danni dei popoli della penisola, sono dinamiche lontane da certi

specchiatissimi contesti padani. Dopo i circa 32 milioni di euro stanziati per traslocare la Scuola Europea di Parma da un luogo all’altro della città emiliana, ciò con l’assenso di tutti i partiti protesi coralmente per il bene collettivo, che per questa grandiosa opera di cui l’Italia sente veramente il bisogno hanno messo da parte tutte le rivalità, come nemmeno a Ceppaloni è mai avvenuto, nei giorni scorsi si è saputo di un altro importante investimento culturale, di quelli che nella Nusco dei tempi d’oro si sognavano: 800mila euro di soldi pubblici, 300mila per il 2009 e 500mila per il 2010, decretati dal Ministro del Tesoro per la scuola “paritaria” Bosina di Varese, fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, «maestra di scuola elementare di lunga esperienza», così come recita il sito della scuola. Una docente nota anche per essere la moglie del Ministro Umberto Bossi, difensore dei popoli del Nord vessati dai sanguisughe della “Roma ladrona”, dove il nepotismo impera. I politici in camicia verde non aiutano i figli, ne sa qualcosa il loro figliuolo e validissimo consigliere regionale lombardo Renzo Bossi, che ha sicuramente avuto molti meriti per essere candidato al prestigioso scranno, lui è notissimo per il suo proficuo impegno politico, che evidentemente lo ha portato a sacrificare persino gli studi, tanto che una volta non è riuscito a superare l’esame di maturità e la seconda volta, pur non ammesso, dovette ripetere la prova a seguito di un ricorso. Finalmente fu promosso con 69/100, segno che una certa pedagogia padana è efficace.
Salvatore Pizzo