Questi casertani ci riprovano, vogliono per forza appioppare il nome della loro cittadina alla Seconda Università di Napoli, ateneo che condividono anche con il nostro territorio. Dopo aver tolto la sede dell’Asl di Aversa e la sede di molti uffici pubblici, trasferendo il tutto in località Caserta, grazie a dei politici imbelli che la città normanna si ritrova, nella cittadina dell’entroterra campana che, in nome di una legge che non tiene conto della volontà popolare, dobbiamo sopportare persino come capoluogo di provincia, di tanto in tanto trovano qualche sponsor che caldeggia la loro velleità che rischia di diventare realtà.
Sarebbe un altro schiaffo per Aversa le cui facoltà universitarie sarebbero così legate ad un toponimo improprio, lo stesso sarebbe anche per le facoltà che hanno sede a Capua e Santa Maria Capua Vetere. Questa volta l’iniziativa è di un consigliere regionale dell’Udc, Pasquale De Lucia, il quale ha proposto all’attenzione dei capigruppo un ordine del giorno riguardante il cambio di denominazione della la Seconda Università di Napoli, la Sun, in “Università degli studi di Caserta -Terra di Lavoro”. Nelle intenzioni di questo signore Caserta è davvero una località così importante da meritare la denominazione del nostro ateneo, del resto riceve un tacito assenso dai nostri politicanti, che a simili iniziative non accennano nemmeno una timida reazione, del resto l’Università non è una cosa che confà a molti oratori nostrani. Uno sponsor di questa ennesima umiliazione nei confronti del nostro territorio è stato anche l’ex vescovo di Caserta Nogaro, al quale la chiesa aversana non ha mai posto un argine, vista la sua invasione fuori Diocesi. “Si tratta di un atto importantissimo e dovuto – ha commentato il consigliere De Lucia ad un sito iternet – già nell’ottobre del 2008 portai avanti questa battaglia quando ero presidente del consiglio provinciale, facendo approvare un’apposita delibera riguardante il cambio di denominazione. E’ giusto che l’Ateneo con sede a Caserta abbia la denominazione più consona, in questo modo tuteleremo una volontà che è di tutta la nostra provincia, prendendoci una cosa che ci spetta di diritto, così come è giusto che il rettorato abbia la sua sede nel nostro capoluogo”. Innanzitutto De Lucia dovrebbe avere il buon gusto di ricordare che quella è la sua Provincia e non quella degli aversani, o dei cittadini del Casalasco, dell’Atellano e del Liternese, visto che ben undici consigli comunali hanno deliberato diversamente. Di quale diritto parla?
Salvatore Pizzo