Dopo la pubblicazione del “Rapporto Sos Impresa” di Confesercenti, arrivato oramai alla XII edizione, in Romagna c’è molta preoccupazione da parte degli operatori economici per le attività legate al Clan dei Casalesi, che sono state riscontrate in provincia di Forlì – Cesena. Il rapporto parla di “ (…) pressione estorsiva della delinquenza campana è stata esercitata non soltanto nei confronti degli imprenditori edili di origine campana”, solitamente il Clan dei Casalesi taglieggia le imprese edili originarie del nostro territorio, ma in Romagna pare che vi sia un allargamento delle richieste di versare il “regalo per i carcerati”.
Nella stessa zona è avvertita anche una presenza della ‘Ndrangheta calabrese. Tempo fa fu fermato a Riccione uno dei figli di Francesco Schiavone “Sandokan” il super boss dei Casalesi ora in carcere, che reggeva le sorti del Clan prima degli attuali latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine. Dal rapporto si apprende che esiste anche un interesse verso l’usura da parte di persone ritenute vicine al Clan dei Casalesi, lo scorso aprile ci fu “l’operazione cravatta”, le forze dell’ordine sequestrarono a Rimini “quattro appartamenti e altrettanti garage, oltre a quattro aree urbane, per oltre 500.000 euro, riconducibili ad un imprenditore di San Marcellino di Aversa, già sotto processo a Bologna per usura ed estorsione assieme ad altre due persone e ritenuto legato al clan dei Casalesi”.
Salvatore Pizzo