Sono molti i difensori della spesa folle impegnata per realizzare una nuova sede della Scuola Europea di Parma, questo nonostante la città emiliana affoghi nei debiti e ben 11 tra dirigenti comunali, comandate dei vigili e imprenditori sono finiti recentemente in galera per una storia di malaffare amministrativo. Il giornalista del Corriere della Sera Dario Vico descrivendo le vicende parmigiane, ha definito “costosissima” la nuova sede della scuola, infatti costa “solo” una trentina di milioni di euro che si stanno spendendo nonostante l’istituzione scolastica una dignitosa sede già ce l’ha.

La riflessione del giornalista del Corsera ha provocato la reazione di Francesco Fochi, amministratore unico di Stu per la trasformazione urbana, una delle tante partecipate controllate dal collassato Comune di Parma. Fochi, esprimendosi come se la realizzazione di questo complesso fosse un fatto razionale, protesta per l’affermazione del giornalista. Spendere tutti quei quattrini, contemporaneamente alla riduzione selvaggia delle risorse subite dall’intero sistema scolastico, è stata una provocazione bipartizan della “casta”. Fochi dice candidamente che l’area interessata è stata finanziata da ben due governi, quello Prodi e quello Berlusconi, e che il cantiere occupa 75mila metri quadrati, provi Fochi a spiegarlo ai circa 361 insegnanti che nel parmense sono stati “tagliati” in nome del risparmio. Sarebbe bene che gli esecutori materiali delle decisioni prese dai politici, non si tramutino anche in difensori delle scelte lor signori. Di fronte a certe evidenze si abbia almeno l’umiltà di tacere.

Salvatore Pizzo

Di sa.pi.