“Vorremmo che in una giornata qualsiasi la televisione pubblica e le grandi testate giornalistiche italiane andassero a vedere per raccontare come si vive a Poggioreale a Napoli, alla Dozza a Bologna, a Piazza Lanza a Catania, a Bari, nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa o a Regina Coeli a Roma, senza fermarsi nei reparti vicini all’uscita ma andando nelle sezioni più lontane dagli

occhi dei visitatori, andando nelle celle di isolamento dove capita di incontrare giovani denudati lasciati soli in celle lisce, ossia disadorne e pericolosamente insonorizzate”.

Di red