Doveva essere il momento culminante della devozione cittadina per San Michele Arcangelo, ma la processione patronale di Trentola Ducenta si è trasformata in un ring.

Nel cuore della campagna elettorale, il corteo religioso è stato interrotto da un acceso diverbio tra il sindaco uscente, Michele Apicella, e lo sfidante, l’ex primo cittadino Michele Griffo.

Secondo le ricostruzioni e i video della lite, la tensione è esplosa a causa del posizionamento dei candidati nel corteo. Apicella ha denunciato pubblicamente l’atteggiamento dell’avversario: “Griffo ha iniziato a urlare sostenendo che i candidati dovessero allontanarsi. Invitato alla calma, ha reagito con offese personali, dandomi dello ‘scemo’ e, cosa gravissima, definirmi ‘camorrista’. Ho dovuto alzare i toni per difendere la mia dignità e l’istituzione che rappresento.”

Dall’altra parte, la posizione di Griffo (evincibile dalle contestazioni mosse sul posto) si è basata sulla “richiesta di rispetto del cerimoniale”, pretendendo che chi concorre alle elezioni mantenesse una distanza di decoro dalla statua per non strumentalizzare il momento sacro a fini propagandistici.

L’episodio ha scosso profondamente i fedeli e il parroco, Don Marcellino Cassandra. La risposta della comunità non si è fatta attendere: attraverso i canali social della Parrocchia San Giorgio Martire, è stata espressa piena solidarietà al Sindaco e al Parroco, sottolineando come “il buon cristiano debba essere innanzitutto un buon cittadino che rispetta il prossimo”.

Un evento che avrebbe dovuto unire la comunità sotto il simbolo di San Michele si è invece trasformato nell’ennesimo capitolo di una campagna elettorale agguerrita.

Al di là delle pesanti accuse e del clima di scontro, resta sullo sfondo un dettaglio che aggiunge un retrogusto quasi grottesco: il paradosso del nome. A contendersi la fascia tricolore e la ragione in piazza sono infatti due uomini che portano lo stesso nome, Michele.

In una giornata dedicata proprio a San Michele Arcangelo, il “principe delle milizie celesti” che nell’iconografia cristiana sconfigge il male, la comunità di Trentola Ducenta si è ritrovata davanti a due “Michele” che, anziché unirsi nel nome del patrono, hanno dato vita a uno spettacolo di profonda divisione. Un’ironia amara che non è sfuggita ai fedeli: nel giorno del Santo che separa la luce dalle tenebre, i due omonimi sfidanti hanno finito per oscurare, con il loro schiamazzo, il silenzio della preghiera.

Il VIDEO DELLA LITE IN STRADA