(Occhio su Parma) La pubblicazione del Piano Economico Finanziario dell’Inceneritore di Parma da parte del quotidiano ParmaDaily continua a dare spunti interessanti di discussione. Dalle tariffe, le più alte d’Italia, alla percentuale di raccolta differenziata prevista nel piano. E’ passato ben poco tempo dalla presentazione in Consiglio Comunale da parte del gruppo Consigliare del PD capitanato dal Consigliere Dall’Olio, di una mozione che invitava l’Assemblea Legislativa Regionale, che mi risulta essere guidata dalla stessa parte politica, ad approvare un progetto di legge di iniziativa popolare finalizzato alla riduzione delle produzione dei rifiuti urbani e alla promozione del riuso e del riciclaggio.
Ricordo ancora le parole di Nicola Dall’Olio, promotore della Mozione , “In un mondo finito in cui cresce continuamente la domanda di beni e di servizi, non possiamo più permetterci di sprecare e buttare risorse, per ragioni economiche, ambientali ed anche sociali. Oltre a ridurre i consumi di materie prime e a migliorare l’efficienza spingendo sull’innovazione tecnologica, dobbiamo copiare dalla natura e riciclare quanto più possibile, superando il concetto stesso di rifiuti. Una società del riciclo a rifiuti zero non si costruisce però dal giorno alla notte, come pretende il Movimento 5 Stelle di Parma. La transizione ha bisogno di risorse economiche e di tempo, il tempo necessario per effettuare gli adeguati investimenti impiantistici, diffondere comportamenti di consumo virtuosi e consapevoli, promuovere le filiere del riciclo a partire dalla progettazione stessa dei beni di consumo. Occorre inoltre tenere conto degli investimenti già effettuati e programmare gli interventi su scale territoriali allargate. Dal 2011 l’ambito territoriale ottimale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è diventato quello regionale, non ha più senso ragionare su scala provinciale.”
Benissimo. Mi domando: Dall’Olio milita nello stesso partito che ha avvallato il P.P.G.R.?
Dall’Olio sapeva che nel piano economico Iren ha messo nero su bianco che dal 2013 al 2032 (cioè per 20 anni) l’inceneritore di Parma smaltirà un quantitativo di rifiuti urbani fisso di 108.800 tonnellate all’anno che è di fatto di poco superiore al fabbisogno attuale di smaltimento della provincia di Parma (rd 55%) ?
La società del riciclo che non si costruisce dal giorno alla notte, non si costruisce neanche in vent’anni?
Il candidato Sindaco nonché Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, che in campagna elettorale si era dato un obiettivo del 70% di RD, il PD che esorta il Comune di Parma a portarla al 65%, hanno letto oltre che avvallato questo piano economico?
Vorremmo quindi sapere se la Mozione presentata da Dall’Olio era uno “scherzo di carnevale fuori stagione” o se la Regione e la Provincia hanno “per caso” intenzione di derogare all’autorizzazione provinciale che oggi consente ad Iren di bruciare ad Uguzzolo SOLO i rifiuti prodotti nella nostra provincia.
Penso che i cittadini di Parma abbiamo tutto il diritto di sapere se il principale partito d’opposizione in città, che governa Provincia e Regione, sia favorevole a far bruciare da noi, viste le parole di Dall’Olio “l’ambito territoriale ottimale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è diventato quello regionale”, rifiuti provenienti da tutta la Regione Emilia-Romagna.
Il Consigliere Comunale
Alessandro Mallozzi – MoVimento 5 Stelle Parma
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Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati.