Altra tegola sulla Precetti di Vazzola (Treviso). L’incontro di martedì in Provincia tra azienda, Unindustria, rappresentanti dei lavoratori e parti sociali ha decretato l’inizio della cassa integrazione per crisi aziendale. Sono 73 i dipendenti con il fiato sospeso. La cassa durerà 12 mesi, e alcuni dipendenti sono ancora senza tredicesima.

Poco meno di un anno fa, gli uffici della Precetti erano stati perquisiti nell’ambito dell’inchiesta su Valter Lavitola: il legale rappresentante della ditta, Paolo Passalacqua, nascondeva 300 proiettili in una cassaforte. Non bastassero i blitz della Digos, ora arriva la crisi economica a scuotere le fondamenta di Precetti, di proprietà della famiglia Passalacqua fin dagli anni Settanta e con una sede a Genova. Un’azienda leader nel settore dell’arredamento per il catering navale: le sue cucine e laboratori in acciaio inox sono finiti negli yacht più lussuosi del mondo. Ma il vento è cambiato quando il principale cliente di Precetti, Fincantieri, è crollato sotto i colpi della crisi, trascinando verso il baratro i suoi fornitori. Il calo di commesse aveva già costretto l’azienda di Vazzola a qualche giorno di cassa integrazione ordinaria nei mesi scorsi. Ma si era trattato di interventi sporadici. Ora, invece, la cassa per crisi, non prorogabile dopo i 12 mesi, interessa stabilmente 66 dei 73 dipendenti del capannone in via Cal Longa 22. Stamattina è in programma una riunione straordinaria in azienda, tra dirigenti, Rsu e operai, ai quali verrà comunicata la notizia. A seguire da vicino le trattative c’è Alessandro Da Rugna, di Fiom Cgil: «La cassa integrazione è partita dal 15 gennaio. L’azienda ha avanzato la richiesta a causa della crisi nel settore navale, che ha portato a un calo generalizzato degli ordini. Di fatto, i dipendenti non sanno cosa fare durante le ore di lavoro». A rotazione, gli operai si alterneranno per portare avanti le commesse che arrivano, nella speranza di poter riprendere la produzione a pieno regime: «Abbiamo chiesto all’azienda un piano industriale per uscire dalla crisi. Al momento non sono nelle condizioni di presentarlo, ma c’è un anno di tempo». I lavoratori avanzano soldi: «Pur avendo sempre ricevuto gli stipendi, in molti avanzano la tredicesima». A certe condizioni, se l’azienda non si risolleverà, a gennaio 2014 potrebbe essere richiesta una seconda tornata di cig. Ma ora 73 famiglie vivono con l’incubo della disoccupazione.
Cisl Veneto

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