mariniello gianmario fli Il patrono di Isernia, con il suo gran rifiuto, costituisce il più famoso precedente della odierna decisione di Benedetto XVI di rinunciare all’incarico. Celestino V parlò di “debilitate corporis” (debolezza del mio corpo) così come oggi Benedetto XVI parla di età avanzata, “ingravescentem aetatem”. Si tratta di due scelte importanti, che testimoniano come per l’eremita molisano e il teologo tedesco venga prima l’interesse della Chiesa e poi l’interesse personale.

Un monito per tutti noi, e soprattutto per una politica troppo spesso attenta solo al proprio tornaconto di parte, se non personale, e mai devota all’interesse delle Istituzioni e al bene comune. Il patrono di Isernia oggi rivive nel gesto di Benedetto XVI e offre un esempio positivo a tutti noi.

 

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