Il concorso per ricercatori di storia medievale indetto dall’Università di Parma è da rifare, lo ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale che ha accolto l’istanza di un candidato escluso, il quale ha lamentato la non corretta valutazione delle pubblicazioni che, come hanno scritto i giudici amministrativi, sarebbe avvenuta con un giudizio globale e non analitico,
rilievo già effettuato anche da uno dei componenti della commissione che per questo non ha partecipato alla formulazione dei giudizi astenendosi. Come capita spesso a Parma l’Avvocatura dello Stato di Bologna si è costituita contro il ricorrente, sostenendo il contrario. I magistrati del Tar affermano testualmente che ci sono state delle criticità nella valutazione della produzione scientifica dei candidati, quindi hanno disposto che venga rifatto il concorso e da una diversa commissione. Ancora una volta l’Avvocatura dello Stato di Bologna è stata sconfitta.
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