Sicurezza in Viale Europa, ve ne abbiamo parlato quindici giorni fa segnalando l’anomalia della installazione di una telecamera per videosorveglianza all’incrocio dell’arteria con via San Lorenzo, evidenziando la contemporanea inefficienza del sistema semaforico destinato a garantire, appunto, sicurezza, che è fuori uso da anni. Parlare di sicurezza garantita da una telecamera su un incrocio
trafficatissimo privo di semafori capaci di regolare l’attraversamento ci era parsa una incongruenza. Invece no. C’è chi sostiene che a quell’incrocio a creare problemi di traffico erano proprio i semafori funzionanti, “Sono stati i residenti della zona a chiedere l’inattivazione dei semafori perché, essendo alto il volume di traffico su questa arteria che da accesso alla città anche a chi arriva dall’asse mediano, pochi minuti di semaforo rosso creavano file chilometriche con conseguente frastuono e smog. Per questo, anni fa, i residenti chiesero l’inattivazione dei semafori affinché l’arteria fosse a scorrimento veloce per non dovere subire rumore e smog” racconta il consigliere comunale Raffaele Marino che da sempre vive e lavora in viale Europa. Incredibile, ma ancora più incredibile è l’affermazione fatta dal consigliere di maggioranza che sarebbe comunque difficile ripristinare il funzionamento di quell’impianto semaforico. Perché, a partire dall’incrocio, andando in direzione San Marcellino, una cinquantina di metri di viale Europa ricadono nel territorio comunale di Casaluce. Così se mai si volesse riattivare l’impianto sarebbe necessario un accordo di collaborazione tra quel comune e quello di Aversa, Insomma quell’impianto semaforico è l’equivalente laico delle disputa religiosa sulla proprietà dell’icona della Madonna di Casaluce, con la sola, sostanziale differenza che mentre per l’immagine della Madonna la rivalità tra i due comuni si è concretizzata in un accordo che ne permette la permanenza per sei mesi all’anno in ciascuno dei due territori, per il semaforo l’accordo non c’è e l’impianto non funziona da oltre dieci anni malgrado, nel tempo, si siano verificati incidenti su incidenti proprio per il mancato rispetto della precedenza. Però adesso c’è la telecamera.
ANTONIO ARDUINO
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