Giovanna I d’Angiò –
La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:www.carlocapone.it e-mail:caponart@alice.it.
Il testo è scritto da Antonio Marino (Osservatorio Cittadino).
la Regina Giovanni I d’Angiò, con dietro la scena dell’uccisione del marito Andrea d’Ungheria.
GIOVANNA I
(L’infelice Regina)
Tristemente nota soprattutto ad Aversa, dove venne assassinato il primo marito, Giovanna I d’Angiò è stata una grande e colta Regina.
Donna volubile e sensuale (non pazza né tantomeno di facili costumi, come una certa tradizione ce l’ha tramandata) ha solo avuto la sfortuna di vivere e governare in un periodo molto difficile.
Caratterizzato da forti turbolenze politiche, interne ed esterne, dovute alle spietate lotte dinastiche per il possesso del Reame napoletano e alle sempre più crescenti ingerenze “maschiliste” dei baroni.
I quali, non sopportando una sovrana sul trono (la prima nel meridione), tessevano nell’ombra i misfatti più orrendi schierandosi dalla parte per loro più comoda.
Terzogenita di Carlo di Calabria (figlio di Roberto d’Angiò, re di Napoli) e di Margherita di Valois (sorella di re Filippo VI di Francia) Giovanna vide la luce a Napoli nel 1327.
All’età di appena sei anni nel 1333 fu promessa in moglie (per testamento ) al cugino Andrea d’Angiò, che ne aveva sette, figlio del re Carlo Roberto d’Ungheria.
Morto prematuramente il padre e successivamente lo zio Roberto (re di Napoli), non essendovi eredi maschi, Giovanna ascese al trono per diritto ereditario nel 1343: aveva sedici anni e tutta una vita davanti.
Che si rivelerà assai burrascosa e piena d’intrighi rendendola, come vittima designata del potere, molto infelice e chiacchieratissima tanto da essere accusata di tutto.
Il primo colpo le fu inferto nella notte del 18 settembre 1345 quando, nel castello angioino di Aversa (dove si trovava ), un gruppo di congiurati uccise il marito Andrea per non farlo salire al trono, appendendone il corpo ad un balcone interno.
L’assassinio (del quale fu sospettata) fu vendicato dal re Luigi I d’Ungheria, fratello di Andrea, che, sceso in Italia tre anni dopo, punì i colpevoli portandosi con sé l’unico figlio di Giovanna, il quale sparirà in circostanze misteriose.
Rimasta vedova, concesse la mano nel 1348 a Luigi di Taranto (implicato nel complotto contro il primo marito ), che la difese strenuamente insieme al Regno riuscendo alla fine a catturare luigi d’Ungheria che morirà, avvelenato, nelle segrete del Castel dell’Ovo… secondo alcune fonti.
Venuto a mancare anche il secondo marito, Giovanna si unì nel 1363 (in terze nozze) con Giacomo III d’Aragona-Maiorca, che, come principe consorte, divenne anche Duca di Calabria.
Allontanatosi Giacomo (che qualche fonte vuole sia morto prima in combattimento per riconquistare Maiorca ) dalla corte napoletana nel 1366, la regina nominò Gran Cancelliere il fedele Niccolò d’Alife e, dopo la morte di Giacomo, si risposò con Ottone IV di Brunswich nel 1376 su costrizione.
E, non avendo figli ed essendo Ottone insignito soltanto del titolo di Duca di Calabria, nominò (su pressioni familiari ) suo successore al Trono il principe Carlo di Durazzo…anche per ristabilire una pace duratura con l’Ungheria.
Nel 1378 scoppiò una grave crisi politico-religiosa, ricordata come lo Scisma d’Occidente, e, avendo Giovanna appoggiato l’antipapa Clemente VII, fu scomunicata dal pontefice Urbano VI…del quale non tollerava le ingerenze nel suo Regno.
Di questo ne approfittò subito l’erede Carlo di Durazzo per levarsela dai piedi e, alleatosi col papato ufficiale (Urbano VI ) con l’intento di difendere i propri interessi in Ungheria, attaccò il Regno di Napoli nell’anno 1380.
Giovanna reagì immediatamente estromettendolo dalla successione e nominando erede al Trono, adottandolo, Luigi d’Angiò, fratello di Carlo V, re di Francia.
Approntato un esercito, tentò poi di resistere ai durazzeschi che, penetrati in Napoli nel 1381, la costrinsero a rinchiudersi nel Castel Nuovo.
Sopraffatta dalle soverchianti forze nemiche, Giovanna fu fatta prigioniera e rinchiusa nel castello di Muro Lucano, dove morì strangolata (alcuni dicono avvelenata) il 22 maggio 1382: aveva cinquantasei anni.
La sua vicenda umana la scrissero i vincitori (anche se ci sono pervenute sue memorie) che, partendo dal fatto che aveva avuto quattro mariti, la dipinsero con le tinte più fosche.
Questo nonostante fosse stata una sovrana illuminata, spietata e allo stesso tempo generosa, energica e diplomatica nella conduzione del Regno; una mente colta, amante delle lettere e delle arti in genere e principalmente una napoletana verace… la prima e più rinomata donna ad essere assurta a Regina del sud.
Antonio Marino
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