La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto (Osservatorio Cittadino), si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone,
Il testo è scritto da Antonio Marino:
Didascalia sotto il ritratto:
Luca Tozzi, immerso in un’atmosfera “COSMICA” perché amante delle materie scientifiche tra le quali, anche l’Astronomia.
LUCA TOZZI
(Il padre della chemioterapia)
Luca Tozzi è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta, secondo le tendenze del tempo, Medicina Illuminata.
Vide la luce a Frignano Maggiore, facente parte dell’allora giurisdizione aversana, nella notte tra il 21 e il 22 novembre 1638.
Il padre Giovan Battista e la madre Camilla Magliulo lo misero a studiare nel Seminario vescovile affidandolo poi ad una scuola dei padri Gesuiti, dove acquisì una buona preparazione umanistica e scientifica.
Ultimati gli studi basilari, vistane la capacità e la predisposizione, fu iscritto –stando alla sua biografia, tracciata da G. Sannicola-alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli.
Nella quale ebbe come docenti i più prestigiosi luminari della Scienza Medica napoletana, tra cui il celebre Prof. Onofrio Ricci che lo ebbe come discepolo prediletto.
Per l’ impegno che lo animava e la scrupolosità geniale delle sue ricerche, principalmente quelle svolte sulla nocività dei gas irrespirabili: primo passo per lo studio dell’inquinamento.
Nel 1661, all’età di ventitré anni, si laureò brillantemente in Medicina balzando alla ribalta, tre anni dopo, per l’osservazione e lo studio di una cometa.
Che lo portò nel 1666, come osservatore e medico , attento, ad essere eletto a dirigere l’Accademia dei Discordanti che, affondano le radici nella tradizione, si opponevano ad alcune nuove tesi speculative portate avanti dagli Investiganti.
Andato in pensione nel 1678 il grande prof. Tommaso Cornelio, ordinario della Cattedra di Medicina teoretica. Luca Tozzi fu chiamato a prenderne il posto come supplente passando, in seguito, di ruolo per volere del vice-Re di Napoli.
Il tutto per le sue brillanti lezioni soprattutto, che venivano ad ascoltarle perfino i medici, provenienti da ogni parte d’Italia, facendo di Lui una celebrità vivente.
Divenuto famosissimo e ricercato, non solo per il suo zelo, più di una Università se lo contese: quella di Padova, per fare un esempio, lo pregò ripetutamente di accettare almeno un incarico onorifico, che rifiutò per i suoi molteplici impegni.
Preferì essere vicino ai luoghi e alla gente che lo amava e rimase a Napoli prodigandosi nell’Insegnamento della Matematica, della Medicina innanzitutto e anche della Filosofia, Astronomia e dell’Ottica.
Su pressione, accettò di essere nominato Protomedico del Reame napoletano, una sorta di Sovraintendente alla Salute del Regno, godendo della stima e di ogni privilegio da parte dei reali.
Nel 1695 fu chiamato da papa Innocenzo XII a Roma per succedere al grande Malpighi, venuto improvvisamente a mancare e nella capitale ebbe inizio la sua esperienza romana: fu nominato Professore alla “Sapienza” e Archiatra pontificio.
Morto il Papa, Luca Tozzi, ormai all’apice della gloria, fu nominato Medico di Corte dal re Carlo II di Spagna e si accinse a partire ; ma il Re morì prima che Egli raggiungesse Madrid e l’avventura iberica sfumò.
Fece allora ritorno a Napoli nel 1700 e il viceré, duca di Medina-Celi, lo costrinse ad assumere nuovamente la carica di Protomedico del Regno e anche l’incarico di Medico dell’Ospedale Annunziata.
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