
Uomini, fatti e ritratti
La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito Web:www.carlocapone .it e-mail:caponart@alice.it.
Il testo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto:
Il Direttore Alfonso Anglisani con alle spalle il suo ambiente scolastico.
ALFONSO ANGLISANI
(L’Apostolo della Scuola)
Il direttore Alfonso Anglisani fa parte, per il suo operato e le rare virtù espresse in vita, della eletta schiera dei migliori Uomini di Scuola comparsi sulla scena aversana. Nacque a Barletta nel mese di agosto del 1901 da Vincenzo e Luisa dei marchesi Cutinelli, una donna raffinata che aveva spiccato il gusto per l’arte e la poesia. In tenera età seguì la famiglia a Trani venendo affidato, dopo la scomparsa prematura della madre (morta trentatreenne ), alla tutela dello zio materno Francesco Cutinelli. Uno dei più brillanti avvocati e letterati pugliesi del tempo, amico tra gli altri di Enrico De Nicola, che seppe dargli un’educazione di prim’ordine secondo i nobili sentimenti familiari. Venuto su in un ambiente culturalmente evoluto, Anglisani si distinse, sin da ragazzo, per il suo precoce ingegno e l’impegno negli studi mostrando una particolare predilezione per l’Arte in genere. Che, portandolo ad affinare la sua sensibilità, ne potenziò l’estro creativo dando sfogo alla sua innata vena lirica al punto da fargli riscuotere, in campo poetico, lusinghieri apprezzamenti da noti letterati del tempo. Conseguito a pieni voti il diploma, all’età di solo diciotto anni, prese a collaborare con giornali e riviste (a cominciare da “il Giornale delle Puglie”) imponendosi subito all’ attenzione pubblica. Chiamato alle armi, giovanissimo, lasciò la collaborazione con la stampa partendo (come Ufficiale comandante del battaglione metropolitano della Brigata Bologna) per la campagna d’Africa. Dove ebbe a sperimentare le gelide notti all’aperto e i tramonti di fuoco di una terra che, rimanendogli impressa per sempre nel cuore e negli occhi, sarà mirabilmente descritta nei suoi racconti poetici. Ritornato in Italia, lasciati i panni del soldato, si eresse a difensore (da uomo onesto, amante della legalità e giustizia) dei più deboli divenendone il paladino. Difese infatti la causa dei fornaciai di Minturno e Scauri, calpestati nei loro sacrosanti diritti, e combatté a fondo la delinquenza dell’Agro aversano (a capo di pochi uomini, riuniti nella M.V.S.N.) assicurando alla legge pericolosi malviventi che taglieggiavano, tra l’altro, i contadini della fertile zona. Rischiando la propria vita, in quel periodo, salvò da morte sicura un giovane venendo degnamente decorato al valor civile… e, quando non era impegnato nel sociale, riempiva i suoi giorni calandosi negli studi. Maestro integerrimo e valente, oratore forbito e apprezzatissimo (virtù ereditata dallo zio) nel 1928, all’età di ventisette anni, Anglisani fu abilitato all’ufficio di Direttore didattico dai grandi docenti dell’Università napoletana Francesco Torraca e Guido Della Valle. Unitosi qualche anno dopo in matrimonio con Olga Caianiello, anch’essa validissima insegnante (più volte medagliata), ottenne per concorso il primo incarico di Direttore scolastico partendo per il Molise e rimanendovi per tre anni. Ultimati i quali, fu trasferito nella grande città di Napoli continuando le sue esperienze direttive in un momento assai difficile, che coincise con lo scoppio della seconda grande Guerra… le cui conseguenze, sconvolgendo le cose, scossero non poco l’armonia della sua famiglia. Sta di fatto che Anglisani, superati gli stenti bellici e il rischio di una deportazione nazista, ebbe a conoscere (per oscuri maneggi , orditi ai suoi danni) un continuo e lungo periodo di persecuzione. Questo nonostante il suo apostolato scolastico, unanimemente riconosciuto, l’indiscusso valore espresso sul campo, e gli altissimi ideali cristiani che lo caratterizzavano. Per disposizione ministeriale infatti fu allontanato dal posto di lavoro (meritatamente conquistato) nella maniera più subdola e ingiusta e, in attesa di giudizio, si vide costretto per necessità a svolgere le mansioni di Direttore propagandistico di una nota Casa Farmaceutica meridionale. Sorretto dalla sua fede e dall’amore della famiglia, con in testa la moglie Olga (diventata l’Angelo della sua vita), Anglisani riuscì a superare il difficile momento e, vincendo un ricorso, fu reintegrato nel suo incarico e mandato a dirigere il non facile Circolo didattico di Aversa dove (sempre con la moglie) già si era distinto come Maestro… venendo anche eletto plebiscitariamente Consigliere comunale. Ma il suo calvario non era finito e, ancora una volta, dovette scontrarsi (essendo scomodo) con chi non gradiva il suo pugno ferreo e le idee e, messo sotto accusa, fu spedito nel lontano Vallo della Lucania. Dove fu Direttore stimatissimo e profuse il suo sapere attraverso la pubblicazione di molte opere poetico-letterarie, educativo-scolastiche e giuridiche che omettiamo per ragioni di spazio… riportate nel saggio biografico della figlia Luisa. Riconosciutane in seguito l’onestà e accertata la mala fede altrui, congelatane la carica ad Ispettore scolastico, fu avvicinato nuovamente ad Aversa, a tappe, conoscendo il Circolo didattico di Cimitile nel nolano e quello più vicino di Caivano… dovunque ben voluto e stimato anche per i suoi scritti. Nel 1966 la dolce Olga, dopo ben quarantacinque anni di proficuo insegnamento (impregnato di carità evangelica ) lo lasciava e, rimasto senza il conforto del suo Angelo custode, cominciò a prepararsi per la sua fine sentendola vicina. La morte lo colse, senza sorprenderlo, il 14 febbraio del 1967 (all’età di sessantasei anni) sottraendolo per sempre alla cattiveria umana. Con Lui se ne andava un Uomo di antico stampo, un buon padre di famiglia, un educatore scrupoloso, uno spirito multiforme, un oratore suadente, un amante della verità e della giustizia, un poeta passionale e un colto letterato… colui che aveva fatto dell’insegnamento una missione.
Antonio Marino
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