Un insegnante del liceo classico Vittorio Emanuele di Palermo è stato aggredito dal padre di un alunno, inferocito per il voto di 62 centesimi conseguito dal figlio agli esami di maturità. Il professore è stato costretto a ricorrere alle cure del personale del 118, poi sono intervenuti i carabinieri. Speriamo che non si ripeta quello che spesso accade in questi casi:

i docenti nell’esercizio delle loro funzioni non sono dei privati cittadini o dei semplici incaricati di pubblico servizio, questo tipo di reati vanno contestati d’ufficio (e non a querela di parte) con l’aggravante di aver agito appunto contro pubblici ufficiali. Inoltre, come spesso capita, il Ministero della Pubblica Istruzione, per il tramite dell’Avvocatura dello Stato, non si costituisce contro gli aggressori. Se contro i violenti si chiude un occhio, la stessa solerzia non viene mostrata quando si tratta di opporsi ai ricorsi amministrativi, e non, che talvolta il personale scolastico deve intentare davanti alla magistratura amministrativa e del lavoro, per tutelarsi da atti che spesso sono esempi di sadismo burocratico. Lo stesso il Ministero dell’Istruzione faccia contro quei cittadini-utenti(studenti) che hanno incendiato il Liceo “Socrate” di Roma, nei procedimenti penali che ne scaturiranno l’amministrazione si presenti come parte civile ed intenti un procedimento per chiedere i danni.

Salvatore Pizzo
coordinatore Gilda – Unams Parma

https://www.facebook.com/pages/Corriere-di-Aversa-e-Giugliano/283505488416630

 

https://www.facebook.com/pages/Salvatore-Pizzo-Gilda-Insegnanti-Parma-e-Provincia/39018348604?fref=ts