Il vetro dove lo metto se non trovo il cassonetto? Questa la domanda che pongono tanti cittadini aversani che, desiderosi di effettuare una corretta raccolta differenziata, conservano bottiglie e contenitori di vetro per depositarli negli appositi cassonetti. Una differenziazione semplice da fare e remunerative per l’amministrazione municipale che con la raccolta del vetro potrebbe recuperare un po’ dei soldini spesi per il servizio di igiene urbana.

Semplice ma molto difficile da realizzare per centinaia di cittadini e ancora più per gli anziani per la scarsità e la delocalizzazione dei pochi cassonetti esistenti, come abbiamo verificato facendo un giro nella città. Avendo la possibilità di servirsi di un’autovettura per depositare il vetro negli appositi contenitori chi intende effettuare questo tipo di raccolta differenziata deve raggiungere i cassonetti presenti in via Vito di Iasi poco distanti dal caseificio Costanzo, in via Ettore Corcioni nei pressi del liceo classico, in piazza Marconi a due passi dal Duomo dedicato a San Paolo, in via Salvo d’Acquisto angolo via Michelangelo. In tutti questi punti è possibile trovare un cassonetto per la raccolta del vetro ma, non essendo effettuata secondo un calendario prestabilito per questo materiale, i contenitori sono praticamente sempre strapieni, offrendo un’immagine disarmante della città quanto ad igiene urbana. Perché quei cassonetti non solo sono circondati da buste di vario colore contenenti il vetro che non può entrare nel contenitore per esaurimento della capacità ma fungono da attrattori per coloro che intendono depositare anche sacchetti pieni di rifiuti che non siano vetro. Uno spettacolo squallido per chi arriva in città dal momento che il posizionamento del primo contenitore del vetro incontrato nel nostro giro è esattamente sull’arteria che occorre percorrere per entrare ad Aversa, mentre degli altri due sono in due arterie trafficatissime, quali via Ciorcioni e via D’Acquisto, ed uno è a pochi passi dalla chiesa cattedrale della città che fa tutt’uno con la curia vescovile e il seminario. Una scelta quest’ultima che mostra quanto interesse possa esserci davvero nelle intenzioni di chi intende avviare un progetto di sviluppo turistico di Aversa. Senza contare che quel tipo di posizionamento dei pochissimi contenitori destinati al vetro provoca rabbia tra i cittadini che non hanno la possibilità di raggiungerli perché anziani con problemi legati all’età e perché per mantenere pulita la città sono costretti a pagare un tributo esoso rispetto al servizio fornito. Perché lo spettacolo desolante offerto dal deposito dei rifiuti non è solo quello prodotto dal deposito incontrollato del vetro, ma anche dalla vista delle altre frazioni dei rifiuti che vengono raccolte praticamente nel corso dell’intera giornata, quando non vengono dimenticati, per non parlare dello spazzamento praticamente assente in moltissime zone della città, dove secondo calendario lo spazzino dovrebbe passare due volte alla settimana, quando passa. Per il vetro, forse, si potrebbe trovare la soluzione dotando i cittadini di un quarto contenitore dedicato ma per il resto occorrerebbe cambiare totalmente registro.
ANTONIO ARDUINO
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