Dopo la serie di delitti registrata nelle ultime settimane, si è riunita a Napoli la commissione parlamentare antimafia. Mercoledì infatti, in prefettura sono stati sentiti i vertici delle forze dell’ordine e della magistratura. Nel corso dell’audizione si è parlato dello scontro all’interno dei clan, un conflitto che, come sempre, mira al controllo del territorio e dei flussi economici che gravitano nello stesso.

“L’escalation di omicidi – afferma Massimiliano Manfredi, deputato e membro della Commissione Antimafia – non ha un’unica regia, ma matrici diverse. La più rilevante, quella dei quattro morti carbonizzati, riguarda un riassetto nei clan locali, uno scontro tra i senatori e le nuove leve per la gestione del clan e quindi innanzitutto della casta”. Per questo motivo il presidente della Commissione Rosy Bindi ha auspicato che siano assegnate più risorse alle forze dell’ordine e alla magistratura. Risorse necessarie anche per rispondere alle richieste fatte dai Sindaci del territorio presenti in Commissione, i quali hanno anche consegnato una lettera nelle mani della Bindi. Giuseppe Cirillo (Sindaco di Cardito), Salvatore Sannino (Sindaco di Casavatore) e Carlo Esposito (Sindaco di Crispano) nel documento congiunto sostengono: “Noi primi cittadini di quest’area della Provincia di Napoli rifiutiamo l’idea di poter accostare, a questo modello di società, le nostre popolazioni, composte, nella grande maggioranza, da professionisti, operai e, per dirla in una sola parola, da persone perbene. Ed è in nome di questi cittadini, che ogni giorno sono costretti a lavorare, a crescere i propri figli ed a condurre una vita di apparente normalità a stretto contatto con la violenza sull’ambiente, sulle persone e sulle attività, che noi eleviamo forte un grido di disperata speranza nella Vostra azione e nelle determinazioni che intenderete adottare per fronteggiare in modo più forte questa tremenda realtà (…) Perché se è assoluto dovere dei Comuni collaborare con l’autorità giudiziaria, per il perseguimento di ogni tipo di reato e di attività delinquenziale, dall’altro, dovrebbe essere preciso dovere dello Stato consentire ai territori di impostare un lavoro serio per programmare un’azione di sviluppo e di recupero della dignità dei tanti cittadini onesti e perbene che vivono nelle zone da noi amministrate”. La lettera poi si chiude con un invito ben preciso, ovvero l’organizzazione di una riunione della Commissione Antimafia nei territori a Nord di Napoli, “dove – scrivono i Sindaci – potrete constatare che, accanto alla violenza di pochi e alla disattenzione di molti, esiste un infinita umanità che ci rende fieri di rappresentare i cittadini e ci rende soprattutto fieri di rappresentarli nel nome del Popolo Italiano”.
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Di red