film assoloUn film indipendente dal respiro internazionale che racconta l’inquietudine. La  regia di Massimo Piccolo punta al minimal, facendo della povertà di mezzi una scelta stilistica, un modo per portare il teatro al cinema. La storia ruota intorno alle vicende di Danny “Sweet Touch” Caputo, interpretato egregiamente da Antonio De Matteo, un sassofonista in procinto di debuttare in concerto a New York.

 

Il retroscena con le ultime prove per scaldare il sax, viene improvvisamente stravolto dalla domanda di un amico, che per ingannare il tempo, gli chiede se la sua donna è in sala.

Mancano cinquanta minuti al grande debutto a New York, alla consacrazione in mondovisione, quando Danny scopre che “”rispondere a una domanda è un po’ come aprire una porta: cominci a parlare e all’improvviso ti ritrovi in un altro luogo”. Immagini che si accavallano nella mente, come in un dejà vu, momenti indefiniti, come se il passato e il presente si fondessero per far fronte a quell’ultima attesa. Ricordi, qualche rimorso e pochissimi rimpianti, ma soprattutto la sensazione di inquietudine.

Una pellicola ambiziosa che non teme la sperimentazione allontanandosi dal clichè del film partenopeo, legato alla criminalità o al folclore. Un’opera che rinuncia di ancorarsi a strutture narrative note per dare spazio ad apparenti improvvisazioni, sapientemente calibrate al ritmo del jazz.

In autunno “Assolo” sbarcherà negli Stati Uniti in dvd, per poi essere portato nelle sale americane.

 (In questo periodo è proiettato anche al Lendi di Sant’Arpino)

 

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