Quando si pensa ai dipendenti pubblici viene spesso in mente quella scena di un film di Paolo Villaggio, alias Fantozzi, nel quale questi tutto fanno fuorché lavorare. In realtà, a scanso di equivoci, possiamo sicuramente affermare che si tratta solo di alcune mele marce che, però, è bene scovare affinché l’onta e l’indignazione non raggiungano quanti invece, la maggioranza, lavorano onestamente. E’ il caso del Comune di Napoli dove sono stati effettuati quattro licenziamenti e tre sospensioni: due di tre mesi e una di sei. Trattasi di dipendenti assenteisti cronici. Le persone coinvolte lavoravano presso il palazzo del Consiglio comunale di via Verdi, e tra i quattro licenziati, due sono esecutori amministrativi e due addirittura funzionari. Il tutto è stati possibile a seguito dell’indagine svolta dal nucleo di polizia giudiziaria della Municipale. I fatti risalgono all’estate scorsa, quando gli uomini del comandante dei caschi bianchi, Ciro Esposito, hanno filmato, per quaranta giorni, i “furbetti di via Verdi”. Una volta trasmessi e depositati gli atti al Pm, terminano le indagini preliminari, e ad agosto arrivano i sette avvisi di garanzia. Dopo tre mesi il Comune chiede al pm gli elementi necessari per poter agire sotto l’aspetto disciplinare.
Le immagini sembrano fugare ogni dubbio. Proprio per questo l’Ente ha deciso di applicare la legge Brunetta e agire da subito, senza attendere l’esito del processo. Anche se si arrivasse alla prescrizione, il licenziamento rimarrebbe, infatti, effettivo.
Uno degli uomini licenziati solito, dopo aver timbrato regolarmente il cartellino, accompagnava in moto la figlia all’università. Ma non finisce qui! Il venerdì, sempre durante l’orario di lavoro, era solito recarsi fuori Napoli, per trascorrere in albergo qualche ora in compagnia di un’amica. Immaginiamo che non passasse il suo tempo a cercare offerte mediaset premium o leggendo un libro. Per il Comune trattasi di “falsa attestazione” mentre l’accusa della procura è “truffa aggravata e continuata ai danni della pubblica amministrazione”. Per gli altri tre, invece, non viene contestata l’assenza da lavora ma “il fatto in sé”. Cioè? Timbravano per i colleghi o, in alcuni casi, succedeva il contrario. Erano, infatti, i colleghi a passare il loro badge sul contatore elettronico. Uno dei tre, in più occasioni, ha, tra l’altro passato il badge dell’assenteista.