Raffaele Rende, l’uomo che esplose diversi colpi di arma da fuoco contro un’auto-civetta della polizia a Fuorigrotta, colpendo Nicola Barbato, poliziotto della Squadra Mobile di Napoli, di Gricignano di Aversa, è stato condannato a 14 anni di carcere, dopo il processo con rito abbreviato. Rende risponde anche di tentato omicidio aggravato, di porto d’armi, resistenza e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il suo complice Roberto Gerard, che risponde del solo tentativo di estorsione ai danni dei titolari di un negozio di giocattoli, fuori al quale avvenne la sparatoria, invece è stato condannato a 3 anni.
Il fatto in questione risale al settembre dello scorso anno quando Nicola Barbato, funzionario della Squadra mobile sezione antiestorsioni rimase gravemente ferito nel conflitto a fuoco in via Leopardi, nei pressi della stazione della Cumana, poco prima delle 20.00.
Barbato, fu colpito al collo e alla spalla e a causa delle gravi condizioni, arrivò in ospedale in arresto cardiaco con una frattura di vertebre cervicali. L’agente subì un intervento molto complesso, anche perché si è resa necessaria una risonanza magnetica che non fu fatta a causa della presenza del proiettile nella scapola. Con Barbato quella sera c’era anche un suo collega, Giuseppe Tuccillo. I due agenti erano in borghese su un’auto civetta impegnati in osservazioni antiracket nel quartiere occidentale di Napoli. In particolare, controllavano proprio il negozio di giocattoli di via Leopardi e, per non dare nell’occhio, indossavano le divise del negozio. Rende quando si accorse che l’uomo con cui parlava era un agente, fece fuoco, anche se ha sempre sostenuto che riteneva fosse un affiliato a un clan e di essere vittima di un’imboscata della camorra. Il giudice ha anche stabilito una provvisionale di 200 mila euro.