Khemiri Mohamed Kamel Eddine

Mohamed Kamel Eddine Khemiri il tunisino 41enne che abitava a San Marcellino, proprio sopra la moschea, principale luogo di culto islamico del Mezzogiorno, è considerato a capo del gruppo sgominato oggi all’alba dai carabinieri del Ros di Caserta. Kemiri, è stato indagato dopo aver pubblicato un post di gioia su Facebook in lingua araba, in seguito agli attentati compiuti in Francia. Il tunisino, con precedenti per traffico di droga, è noto nella comunità islamica dell’Aversano con il soprannome di “Bin Laden”, secondo gli inquirenti progettava un attentato in Italia. Si ipotizza faccia parte di una struttura molto più complessa di quella scoperta questa notte. L’imam di San Marcellino ha smentito alcune voci che indicavano l’uomo come suo “factotum”.

Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere Khemiri si sarebbe radicalizzato progressivamente dopo gli attentati di Parigi del 7 e 8 gennaio 2015, quando furono massacrati i giornalisti del giornale satirico “Charlie Ebdo”. Complessivamente sono cinque le persone arrestate, tra cui lo stesso Khemmari. Si tratta di tre tunisini e due cittadini del Bangladesh, altri tre: un tunisino, un marocchino ed un algerino hanno avuto il divieto di dimora. Gli arrestati risiedono a Parete, San Marcellino, Gricignano d’Aversa e Casandrino. Coloro che hanno avuto il divieto di dimora abitavano a Parete, San Marcellino e Trentola Ducenta. Su facebook faceva girare il vademecum del perfetto terrorista. 

Dalle indagini è emerso che gli arrestati avrebbero fatto ottenere falsi contratti di lavoro e buste paga altrettanto false a loro connazionali, garantendo le condizioni che avrebbero poi consentito il rilascio dei permessi di soggiorno sul territorio nazionale. I loro complici erano i titolari di alcune aziende tessili della zona che si sono prestati al gioco in cambio di denaro.