balivo caterina caraibiLa conduttrice Caterina Balivo, in una lunga intervista rilasciata a Chiara Maffioletti del Corriere della Sera ha rivelato alcuni aspetti inediti della sua vita privata e professionale: ha raccontato dell’incontro con l’attuale compagno Guido Maria Brera. «Si era presentato dicendomi che avrebbe voluto scrivere un libro, quindi lo avevo inquadrato come un aspirante scrittore. Mi piaceva molto, così mi ero messa in testa di aiutarlo» – ha detto – «Non riuscivamo mai ad incrociarci perché io lavoravo e lui nel fine settimana non c’era mai. Pensavo avesse una fidanzata. Poi finalmente siamo usciti e ho capito che non era uno scrittore in attesa di essere pubblicato ma che lavorava nella finanza, che era separato, che aveva due figli e poi che non c’era mai e mai ci sarebbe stato nel fine settimana perché andava a trovarli in Alto Adige» – ha proseguito – «Se me l’avesse detto quando ci siamo conosciuti non l’avrei più incontrato. Avevo 29 anni e il giorno dopo la cena dicevo alle mie amiche: una volta che trovo uno che mi piace, ha tutte queste controindicazioni?». Ma la vita sorprende e, a volte, proprio quello che mai ci si sarebbe augurati è capace di trasformarsi nell’orizzonte migliore per noi. «Ho capito che era una fortuna aver trovato una persona come lui piuttosto che stare con qualcuno di assolutamente libero ma infedele, per dire. Oggi i suoi figli, che hanno una mamma fantastica, li sento un po’ anche miei. E per il bambino che abbiamo avuto io e Guido sono al cento per cento i suoi fratelli: hanno un legame fortissimo». Poi ha descritto momenti non felici della sua vita, in «Lavoro con dei ritmi impegnativi e con tante persone che, in qualche modo, dipendono da me. Questo mi impone di essere sempre professionale: allegra davanti alla telecamere. Ma c’è una cosa di cui mi sono pentita e che ancora non ho assorbito. Un paio di anni fa ero rimasta di nuovo incinta. Ero felicissima e, avendo già avuto un bambino, ero convinta che tutto sarebbe andato bene. Sapevo che tecnicamente qualcosa, come poi è successo, poteva andare storto, ma era come se la prima gravidanza — andata a gonfie vele — mi avesse dato la certezza che con questa sarebbe stato altrettanto. Invece no. Quando ho perso il bambino, al terzo mese, sono stata malissimo. Ma dovevo comunque andare in video, avevo le mie responsabilità. Non ne ho parlato nemmeno a mia madre e mi sono imposta di andare avanti. Ma ho capito di aver sbagliato: il dolore se non lo elabori non lo superi. Non ho più voluto nemmeno tentare di rimanere incinta, per paura. Forse le cose solo adesso stanno iniziando a cambiare. Comunque sia, ho imparato una lezione importante: ora so che è giusto prendersi del tempo anche per stare male». «Ho iniziato a lavorare giovanissima e fino a 24 anni non ho mai fatto una vacanza. Sapevo di voler lavorare in tv e così quando le mie amiche partivano per il mare, io andavo a presentare serate di piazza, per cinquanta euro lordi. Avevo voglia di diventare brava». Poi ha ha descritto alcuni aspetti degli inizi della sua carriera, quando era una valletta a «Scommettiamo che». «Mentre ero lì cercavo di imparare da Fabrizio Frizzi e Afef che erano i conduttori. Afef la guardavo come fosse la Madonna. Lei forse se ne era accorta perché eravamo quattro vallette e, per qualche motivo, parlava solo con me». Ha candidamente detto «la bellezza mi ha aiutata. Aiuta ad emergere, almeno. Io ho sempre avuto un ottimo rapporto con il mio corpo, mi sono sempre piaciuta tanto, anche quando avevo dei chili in più. Poi, è vero, i pregiudizi nei miei confronti ci sono stati perché ero una bella ragazza e lavoravo. Ma tanto ci sono anche adesso, perché sono sposata con un finanziere. Mi limito a fare del mio meglio, penso che solo noi stessi possiamo cambiare le cose». Poi ha aggiunto: «L’Italia è logorata da un’invidia sociale classica delle persone che non arrivano al loro obiettivo. Quell’invidia va sconfitta lavorando sodo». Infine ha parlato del suo impegno attuale per l’ambiente: «Tutti sono convinti che i danni maggiori arrivino da quello che mangiamo, invece non c’è paragone con l’aria che respiriamo. Due terzi delle città più inquinate d’Europa sono in Italia. Con mio marito abbiamo fondato così una onlus, Cittadini per l’aria, in cui facciamo quanto possibile per cambiare le cose». Non sono mancati i ringraziamenti alla mamma: «Devo ringraziare mia mamma per questo e le tre regole che ha dato a me e alle mie sorelle: studiate, siate indipendenti e sposate solo chi vi ama. Anche per questo sono sempre stata immune dal fascino dell’uomo che ti tratta male. Quel tipo fa proprio pena. Ogni volta penso: chissà cosa ha subito da piccolo per essere così, e meno male, perché la fede dà un sostegno enorme nella vita. Una mia amica mi ripete sempre: sei intelligente, non puoi credere davvero che esista Dio. Invece ci credo eccome». Del suo concetto di famiglia ha un’idea chiara: «Conosco persone gay che sarebbero ottimi genitori e eterosessuali che non augurerei a nessuno».

Di red