Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anti corruzione Raffaele Cantone, in riferimento ai danni arrecati dal terremoto nel centro Italia e le prossime ricostruzioni, ha dichiarato: “Vedo due Paesi inconciliabili: quello dei volontari che arrivano da tutta Italia e scavano fino allo sfinimento con una gara di solidarietà che coinvolge l’intero paese, e quello della mafia che ne approfitta e s’infiltra nella ricostruzione e le grandi abbuffate dei soliti speculatori”.
Il capo dell’Anac continua: “Da un lato c’è un pezzo d’Italia bellissimo, dall’altro c’è chi pensa che sui morti si possono fare più affari. Bisogna evitare che i soldi pubblici finiscano in operazioni illecite. È necessario un controllo preventivo come avvenne per il terremoto in Emilia. Bisogna evitare il grande bubbone del sisma in Irpinia, non solo per il clamoroso spreco di denaro pubblico, ma perché proprio allora la camorra, da associazione dedita ad affari tradizionali, divenne imprenditrice. Proveremo a lavorare sul tema della prevenzione perché quando arrivano tanti soldi e devono essere spesi con urgenza, c’è grande rischio di attività illecite e anche di infiltrazioni. Se c’è la possibilità che Forze di polizia controllino se le imprese siano o meno collegate alla criminalità organizzata, allora si possono ottenere risultati”.
“La strategia nel controllo sugli appalti della ricostruzione dovrà essere quella che ha funzionato con l’Expo – prosegue Cantone – che ha messo insieme controlli anti corruzione con i controlli antimafia della Prefettura. Credo sia un sistema vincente che ha dimostrato di essere efficace viste le 70 interdittive antimafia emesse, in un luogo dove in passato non c’erano tanti provvedimenti del genere”.