Raffaele Venosa Giuseppe VerroneRaffaele Venosa, durante le dichiarazione che hanno portato in carcere tra gli altri anche Walter Schiavone, figlio di “Sandokan”, ha rivelato particolari agghiaccianti.

Il collaboratore di giustizia, ha raccontato durante l’interrogatorio come venivano divisi tra i vari boss i soldi provenienti dalle estorsioni: «Il resto dei soldi li trattenevo per me e per pagare lo stipendio a Giuseppe Verrone e a qualche altro ragazzo che poi si è affiancato a me come Angelo D’Errico e mio fratello Giuliano, che hanno iniziato ad aiutarmi allorquando ebbi una scortesia da mio genero Verrone che sottrasse dei soldi dalla cassa del clan, pari a 5-6 mila euro trattenendoli per se e spendendoli nel gioco.» Poi il pentito ha precisato che intendeva ammazzare il genero, conosciuto nell’ambiente come “Peppe a Lutamma”, con queste parole: «Per questo comportamento io avevo intenzione di uccidere Verrone, che comunque schiaffeggiai a casa di mia cognata per il comportamento assunto.»

CAMORRA: RACKET E GIOCO ONLINE, 46 ARRESTI. IN MANETTE ANCHE WALTER SCHIAVONE, FIGLIO DEL BOSS «SANDOKAN»