Mentre Heven Grimaldi, attraverso facebook cerca di chiarire la sua posizione davanti al grande pubblico, ed esprime il suo dolore per l’omicidio di Vincenzo Ruggiero, spunta un sms che insieme ad altri elementi non convince gli inquirenti. Ci sono ancora troppe cose che non corrispondono nella ricostruzione del terrificante delitto, e proprio per questo che la trans sarà nuovamente ascoltata.
Gli investigatori sono convinti che Ciro Guarente, per ora unico accusato dell’efferato assassinio, abbia avuto dei complici e che la bella trans sappia molto di più di quanto abbia raccontato.
A destare sospetto, oltre al messaggio «Mi hai mentito fino alla fine», scritto da Heven all’alba del 28 luglio e inviato sul telefono di Ciro, dopo che il militare aveva appena confessato l’omicidio, soprattutto il ritorno della transessuale da Bari, avvenuto l’8 luglio. Heven, ha riferito che avrebbe notato solo degli asciugamani bagnati nel bagno, senza accorgersi che nel suo appartamento fosse stata compiuta una vera e propria carneficina. Per questo motivo sono stati disposti una serie di sopralluoghi tecnici nella casa dell’orrore di Aversa, dove il 25enne di Parete è stato brutalmente massacrato.
Nel frattempo gli investigatori cercano la testa del povero ragazzo ucciso e mutilato. Da quanto è emerso Ciro Guarente avrebbe usato una motosega per tagliare in due il corpo, probabilmente dopo aver colpito Vincenzo alla testa con una mazza. Il 35enne avrebbe tentato di mettere il corpo in una valigia, ma siccome non c’entrava tutto gli avrebbe tagliato la testa e il braccio sinistro, riponendoli in una seconda valigia, quella meno pesante che si vede trasportare nel filmato diffuso dai carabinieri, insieme con gli effetti personali della vittima.
Al momento, visto la mancanza della testa e la corrosione dei resti trovati cosparsi di acido, sarà difficile stabilire in tempi brevi anche atraverso l’autopsia come è stato ucciso il giovane.
Gli investigatori intanto, hanno evitato che i familiari della vittima vedessero i resti del ragazzo, uno strazio troppo grande a cui resistere soprattutto per la mamma.
Ad aggravare invece la posizione di Ciro Guarente è la premeditazione, gli investigatori infatti, hanno scoperto che l’assassino la sera prima dell’omicidio, ovvero il 7 luglio, aveva affittato a 50 euro per tutto il mese di luglio il garage a Ponticelli dove sono stati ritrovati i resti del cadavere. Adesso l’ex militare deve rispondere oltre che di omicidio premeditato, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere.
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