Michele ZagariaIeri, durante il processo a suo carico, Michele Zagaria ha di nuovo chiesto la parola per scagliarsi contro i giudici, accusandoli di averlo pressato per farlo pentire.

La requisitoria – tenuta presso il tribunale di Napoli – ha avuto per protagonista il capoclan ristretto in regime di carcere duro nel carcere Opera di Milano, accusato di aver reso, insieme a Salvatore Verde, il Polo calzaturiero di Carinaro una macchina per pulire i soldi del gruppo malavitoso. A seguito del dibattimento il pubblico ministero ha richiesto 12 anni di carcere per lui e per Verde.

Il boss, dopo aver finto di impiccarsi per protestare contro la fiction Rai – che secondo lui  gli avrebbe rovinato l’immagine – e dopo aver chiesto il risarcimento dei danni – rigettato dal Tribunale civile di Napoli – questa volta ha gridato che i giudici volevano costringerlo al pentimento.

“Capastorta”, appare fortemente destabilizzato, soprattutto dopo la retata che ha portato in galera anche la sorella e le sue cognate, accusate di avere utilizzato i soldi del clan per condurre una vita da pascià.

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