Scientifica rilievi

La Prima sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per omicidio nei confronti di Antonio Abile, accusato di essere lo “specchiettista” durante l’omicidio di Ciro Mercede.

I giudici hanno accolto il ricorso avanzato dai legali Renato Jappelli, Filomena Stellato e Enrico Aletto.

Il processo è incentrato sulla morte di Ciro Mercede, avvenuto nel 1994. L’uomo fu ucciso, mentre era intento a giocare a carte in un circolo di Lusciano, da due persone con il viso coperto, che avevano fatto irruzione nel locale esplodendo contro la vittima diversi colpi di pistola. I due si allontanarono a bordo di una vettura guidata da un complice, facendo perdere le proprie tracce.

Grazie al contributo di alcuni pentiti, le indagini avrebbero chiarito in un secondo momento che l’omicidio era maturato all’interno del clan camorristico dei Bidognetti. Secondo la Corte di Appello di Napoli, che ne aveva confermato la colpevolezza, Abile avrebbe avuto il ruolo di “specchiettista”, ovvero una sentinella che avverte il commando ai killer, quando la vittima si muove verso un determinato posto.

Nell’udienza tenutasi il 13 febbraio scorso però, la prima sezione penale della Cassazione ha ribaltato completamente l’esito dei primi due gradi di giudizio annullando la condanna a 21 anni di reclusione per l’imputato. Il processo è stato quindi rinviato alla Corte di Appello di Napoli che dovrà nuovamente analizzare il caso, tenendo in considerazione i rilievi eseguiti dalla difesa.

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