Ciro Guarente Vincenzo Ruggiero Francesco De Turris

Francesco De Turris, 53 anni, è stato condannato all’ergastolo, con isolamento diurno per un anno e risarcimento di danni alla famiglia della vittima pari a 100 mila euro, ma solo in via provvisoria, in attesa del risarcimento che sarà richiesto in sede civile. Secondo l’accusa è stato lui ad aiutare l’ex militare della marina militare Ciro Guarente, ad ammazzare nel 2017 Vincenzo Ruggiero, il 25enne attivista gay di Parete. Il giovane venne freddato nell’appartamento in Via Boccaccio ad Aversa dove era ospite della trans Heven Grimaldi, che era fidanzata proprio con Guarente, il suo corpo fu prima fatto a pezzi, poi cosparso di acido e infine nascosto sotto una colata di cemento in un garage di Ponticelli. Motivi di gelosia alla base del massacro. Per gli inquirenti Francesco De Turris sarebbe il ras del quartiere Ponticelli a Napoli e avrebbe fornito l’arma utilizzata dal cuoco della marina per sparare la vittima.

Ieri i parenti del 53enne sono stati disposti, dagli spettatori, nella stanza in alto, mentre i parenti di Vincenzo Ruggiero si trovavano in fondo all’aula. «Questo verdetto non mi ridarà mio figlio, ma si è esaudito il mio primo desiderio di giustizia terrena», ha scritto su Facebook la madre del 25enne, Maria Esposito, rappresentata in aula dal legale Luca Cerchia. Solo un anno fa, la famiglia ha potuto dare una sepoltura a Vincenzo, perché i resti del suo corpo non erano ancora stati ritrovati.

Nel settembre del 2018, è stata emessa la condanna all’ergastolo per Ciro Guarente.

NON ANCORA RESTITUITI I RESTI DI VINCENZO RUGGIERO

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