rifiuti

Continua l’emergenza rifiuti ad Aversa, dove le strade sono ormai piene di pattume a causa della mancata raccolta da parte della Senesi, azienda marchigiana in scadenza, interdetta per mafia e commissariata. Alla Senesi infatti, a metà ottobre subentrerà la società Tekra.

Intanto i cittadini, stanchi per una situazione indecorosa per la città e pericolosa per la salute, hanno iniziato a protestare per le strade. In particolare ieri, un gruppo di residenti delle palazzine di Via Papa Luciani, dopo aver notato i dipendenti della Senesi, che con il mezzo semirotto erano riusciti a prelevare solo i sacchetti accumulatisi accanto ai contenitori, li hanno obbligati a raccogliere anche i rifiuti presenti nelle pattumiere.

Durante  la notte invece, la protesta si è spostata nella zona delle palazzine di Via San Lorenzo, nei pressi del commissariato di polizia, dove i cittadini hanno gettato i rifiuti per strada, raccolti in un secondo momento dai mezzi della Senesi. In entrambi i casi sono intervenute le forze dell’ordine.

Il sindaco della città normanna, Alfonso Golia, ha fatto sapere che “la città di Aversa non ha problemi di conferimento dei rifiuti presso le piattaforme, ma solo di raccolta” e che “Aversa e i suoi cittadini si trovano a subire le ripercussioni della contrapposizione tra i lavoratori e l’azienda, con gli addetti che lamentano di non avere i mezzi per operare, poiché molti camion per la raccolta sono rotti e non vengono aggiustati”. La fascia tricolore ha concluso affermando: “La città è ostaggio di questa guerra. La Senesi ha dichiarato l’impegno a riprendere la raccolta dell’indifferenziato. Nel frattempo continuiamo ad applicare penali all’azienda. Questa volta 26mila euro per la mancata raccolta al cimitero. Tutto questo però non giustifica la violenza. L’aggressione a un dipendente dell’azienda avvenuta oggi non è ammissibile perché parliamo di un lavoratore, un padre di famiglia, su cui non vanno certo scaricate colpe ben più ampie“.