
Sono state drammatiche le testimonianze rese durante la terza udienza del processo sull’omicidio di Giuseppe Dorice, il bimbo di Cardito ucciso a botte dal patrigno Tony Essobti Badre lo scorso 27 gennaio, sotto gli occhi della madre, Antonella Casa anche lei alla sbarra per non essere intervenuta in difesa dei figli. Entrambi erano presenti nell’aula della tera sezione della Corte d’Assise di Napoli. Una vicina di casa ha ricordato in che stato era stata ridotta la piccola Noemi, sorellina del bimbo mporto: «Mi sembrava un mostro, era irriconoscibile. Non credevo che una persona, quell’uomo, potesse arrivare a tanto», commossa la donna ha detto «Quando ho visto la bambina, ho pensato a mio figlio che ha otto anni. Quella povera bambina aveva i capelli strappati dietro la nuca. L’ho vista per pochi istanti. Ma mi fa molto male ricordare». Ricostruendo il giorno della tragedia la donna ha detto: «Nessuno mi ha chiesto aiuto e nemmeno ho sentito urlare. Eppure quella era la casa degli orrori, con lui che urlava sempre e diceva parolacce». Un poliziotto non è riuscito a trattenere le lacrime, ha parlato di scena raccapricciante, la bambina era sfigurata dalle botte, doveva aprire le palpebre con le manine in quanto molto gonfie e una parte dell’orecchio parzialmente staccata a seguito del pestaggio.