Michele Mottola prete Trentola Ducenta

Continuano ad emergere situazioni allarmanti nella Diocesi di Aversa, dove – dopo il caso di Don Michele Barone in carcere per violenze nei confronti di una ragazzina e di due giovani fedeli – un altro sacerdote è stato accusato di pedofilia. Si tratta di Michele Mottola, 60 anni, parroco di Trentola Ducenta sospeso a maggio dal Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, in seguito alla denuncia di pedofilia.

A tornare sul caso la trasmissione “Le Iene” di Italia1, che ha diffuso le registrazioni degli incontri realizzati con il telefonino proprio dalla bimba, la quale stanca di subire avrebbe deciso di farsi forza e documentare l’accaduto.
La minore ha accusato il prete anche attraverso alcune lettere dai contenuti agghiaccianti. Don Michele Mottola, intervistato dall’inviata del noto programma televisivo, che gli ha chiesto spiegazioni in merito, ha negato tutto.

Ascoltate anche la madre e la sorella della minore, ancora sotto choc per non aver creduto inizialmente alla piccola.

 “Mia figlia è stata più furba di lui. Bravissima, orgogliosa di lei”, racconta con gli occhi lucidi la donna, dopo aver spiegato come il prete aveva acquistato lentamente la loro fiducia.  

Sulla vicenda è intervenuta la diocesi di Aversa con un comunicato, che riportiamo di seguito:

«Poiché da più parti si chiedono chiarimenti in merito alle notizie divulgate da una nota trasmissione andata in onda nella tarda serata di ieri, domenica 3 novembre 2019, riguardanti atti configurabili come abuso su persona di minore età dei quali è accusato il sacerdote Michele Mottola, la Diocesi di Aversa precisa che i fatti in questione sono già stati oggetto di intervento da parte di questa Diocesi con Decreto di sospensione immediata del sacerdote dall’ufficio di Parroco e allontanamento immediato dalla stessa Parrocchia, lo scorso 25 maggio 2019; che tale sospensione disciplinare cautelativa, in attesa di procedimento giudiziario canonico è stata emanata nel giorno immediatamente successivo alla segnalazione dei fatti; che la segnalazione di tali fatti è stata presentata da un gruppo di alcuni fedeli che a questa scopo hanno accompagnato la mamma della minore; che a seguito della segnalazione e dell’immediata sospensione del sacerdote la Diocesi ha fornito ai familiari della minore la propria collaborazione affinché fosse sporta anche regolare denuncia alle autorità giudiziarie; che attualmente al sacerdote non è permesso celebrare pubblicamente o avere contatto di tipo pastorale con nessun gruppo di fedeli; che sono in atto i procedimenti giudiziari sia canonico che civile presso i rispettivi tribunali». Nella consapevolezza che la trasmissione televisiva ha rilanciato all’opinione pubblica fatti che nel tempo rimangono come evidente e continua causa di sofferenza per le persone in essi coinvolte, la comunità cristiana della Diocesi esprime la sua speranza a ché quanto prima sia fatta chiarezza e giustizia».

TRENTOLA DUCENTA: PRETE SOSPESO PER PEDOFILIA, SI INDAGA SUGLI ANNI TRASCORSI A CAIVANO

ESORCISMI VIOLENTI ED ABUSI SESSUALI: DON MICHELE BARONE RESTA IN GALERA