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Don Michele Mottola, il sacerdote di Trentola Ducenta accusato di pedofilia nei confronti di una bambina di 12 anni, ha confessato gli abusi e si è detto «pentito». L’ormai ex sacerdote e giornalista, sospeso dall’esercizio delle sue funzioni dalla Diocesi di Aversa lo scorso 25 maggio e arrestato la scorsa settimana, ha chiesto scusa alla famiglia della piccola vittima. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli Nord di Aversa, diretta da Francesco Greco.  

Il prete, in un primo momento, davanti alle telecamere della trasmissione di Italia1 “Le Iene”, aveva negato di aver abusato della bambina, la quale aveva deciso di porre fine alle sue sofferenze registrando gli incontri.

Dopo quattro giorni trascorsi nel carcere di Secondigliano, Mottola – sorvegliato a vista nel penitenziario – è parso «fortemente prostrato» e ha riferito al gip Antonino Santoro che quanto denunciato dalla minore «è vero», aggiungendo che aveva precedentemente negato i fatti solo perché si vergognava.

La confessione è stata resa nel corso di dichiarazioni spontanee, l’accusato, infatti, non si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Al termine dell’udienza, il suo legale ha chiesto i domiciliari ritenendo non sussistano gli elementi per la detenzione carceraria.

Intanto, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha sospeso ad horas dall’Albo don Mottola e ha provveduto ad inviare un esposto al Consiglio di disciplina, affinché si prendano provvedimenti nei suoi confronti. 

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