Gennraro Leone

Chiara Esposito, pubblico ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto ventitre anni di carcere per Gabriel Ippolito, 22enne di Caivano, accusato dell’omicidio di Gennaro Leone, 18 anni di San Marco Evangelista, ucciso con una coltellata alla gamba nell’agosto del 2021 in Via Vico a Caserta. 

L’udienza si è aperta con il fratello dell’imputato che, chiamato a testimoniare, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Corte d’Assise presieduta dal giudice Roberto Donatiello, ha così dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale e dato la parola alla pubblica accusa.

Il pm, a margine della sua requisitoria, ha chiesto la concessione delle attenuanti generiche in misura equivalente all’aggravante contestata per futili e abietti motivi, anche in considerazione dell’atteggiamento collaborativo da parte di Gabriel, sia durante la fase delle indagini sia nel corso del dibattimento svolto in Corte d’Assise a Santa Maria Capua Vetere.

Ippolito, in carcere da 16 mesi, nel corso dell’udienza dello scorso dicembre si era detto “pentito”, chiedendo “scusa ai genitori di Gennaro”.

“Non volevo uccidere ed ora vivo con questo senso di colpa che mi opprime”, aveva dichiarato in lacrime.

Nel corso dell’udienza hanno discusso gli avvocati delle parti civili. Domani, 11 gennaio, sarà la volta dei difensori, poi si giungerà alla sentenza. 

Gennaro Leone, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, venne accoltellato ad una gamba da Gabriel Ippolito durante una lite avvenuta per futili motivi. Il fendente gli recise l’arteria femorale portandolo al decesso.

La lite, da quanto è emerso, sarebbe stata originata da uno sguardo di troppo. Le parole si trasformarono in minacce e da lì un crescendo fino al fendente letale. Dopo l’accoltellamento, la vittima rimase a terra nel centro di Caserta, venendo soccorso in un primo momento dai passanti, che allertarono i soccorsi del 118.

Inutile si rivelò la corsa all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove purtroppo il giovane morì qualche ora più tardi.