L’Asl di Aversa ha condotto una rilevazione sulle dipendenze da gioco d’azzardo (igambilng), il dottor Giovanni Di Martino ha lavorato sulla fascia di età che va dai 15 ai 18 anni, e l’indagine è stata svolta in cinque istituti superiori tra Santa Maria Capua Vetere e Aversa (licei classici di Aversa e S. Maria C.V., scientifico di S. Maria C.V., istituti tecnici professionali di S. Maria C.V. ed Aversa).

I questionari, del tutto anonimi, compilati in tutte le loro parti da 1002 dei 1023 studenti coinvolti (47% maschi e 53% femmine), hanno evidenziato che il 6% (65 studenti) presenta un comportamento di gioco d’azzardo problematico, con prevalenza di casi maschili. “Le tentazioni sono tante – afferma Antonio D’Amore (anche lui medico che ha partecipato al lavoro) – basti pensare, oltre al bingo, al gratta e vinci, anche ai siti Internet che consentono ai ragazzi di giocare d’azzardo. Un fenomeno subdolo che fa leva sulle nuove tecnologie particolarmente diffuse tra gli adolescenti”. “A questo proposito – riferisce D’Amore – l’Asl ha stipulato un protocollo di intesa con la facoltà di Scienze sociali di Salerno, e sono in corso proficui contatti con uno dei docenti che è il presidente dell’osservatorio internazionale sul gioco d’azzardo per concordare insieme nuove linee di intervento”. Il direttore generale dell’Asl Ce2, Angela Ruggiero, ribadisce con forza la necessità di una sinergia per affrontare certe problematiche: “Un grande attore nel campo della prevenzione è la scuola – afferma – insieme possiamo intervenire per individuare strategie volte a comprendere i back ground di certi comportamenti. Partire dalle storie individuali dei ragazzi per individuare il punto in comune che porta al rischio di dipendenze. L’intento dell’Unità operativa di San Prisco, dove lavorano gli esperti che hanno compiuto la ricerca, è stato ben recepito dalla popolazione che vi si rivolge con fiducia, e questo è un dato senza dubbio positivo”, ha fatto sapere la menager dell’Asl Angela Ruggiero.

Di red