Un benefattore aversano, con un prestito ad interessi zero, ha salvato la Comunità Missioni dalla bancarotta, consentendo così al Centro Diurno Simona Carratù di riaprire i battenti ai 31 disabili gravissimi, questo ha fatto sì che per almeno un mese i servizi assistenziali vengano garantiti agli utenti. Due sole sono state le condizioni richieste dal benefattore: l’anonimato ed un messaggio da inviare all’Asl di Aversa e alla Regione Campania. Intanto si è saputo che sono 3340 le firme raccolte dai genitori dei disabili per protestare contro il comportamento dell’Asl, in questi giorni gli stessi genitori, smentendo un loro coinvolgimento politico in Alleanza Nazionale, hanno avuto colloqui con esponenti di Rifondazione Comunista e Margherita.

Di red