E partita dal Sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela la proposta di istituire un coordinamento permanente sul tema della sicurezza composto da tutti i primi cittadini del giuglianese. "Il nostro obiettivo dovrà essere quello di assicurare più controlli sul territorio, mettendo in sinergia, dove è possibile, le risorse e le forze a disposizione dei comandi di polizia municipale, accelerando i progetti di sicurezza urbana di videosorveglianza. Ma, soprattutto, ritengo che ora più che mai, le amministrazioni debbano essere solidali e compatte per concretizzare un obiettivo comune: la realizzazione del Tribunale metropolitano, avamposto necessario per dare risposte efficaci in termini di giustizia e prezioso per la crescita civile e sociale di tutta l’area.
All’iniziativa proposta da Giugliano hanno detto subito sì da Villarica, da Mugnano, (che sono però già nel napoletano) impegnati in un progetto antiracket, e da Marano (anchesso un comune già più contiguo al napoletano), in prima linea con un’operazione di tolleranza zero contro gli abusi edilizi e per l’uso del casco. Il sindaco di Qualiano, dopo l’omicidio di via Di Vittorio, si è già espresso a favore della realizzazione della cittadella giudiziaria a Giugliano. I Sindaci ritornano a Giugliano dopo aver partecipato alla fiaccolata contro la violenza che si è svolta lo scorso 25 ottobre, manifestazione promossa insieme con associazioni e sindacati, alla quale hanno partecipato 1500 persone. La data utile per il primo incontro del coordinamento dovrebbe essere quella del 16 novembre, l’invito ai sindaci segue l’appello di Taglialatela a Prodi e al ministro Amato e la lettera inviata al ministro Mastella per accelerare l’iter per il finanziamento della cittadella giudiziaria prevista in via Pigna. Istituito per decreto nel ’99, dopo un iter tortuoso, ora attende solo i fondi del governo. Il Comune ha definito la procedura e l’individuazione del promotore per la realizzazione del project financing, che prevede una spesa complessiva di circa 37 milioni di euro, di cui il 50 per cento è a carico del Ministero.