Il fatto che limboscata governativa contro i diritti dei professionisti della scuola fosse il frutto di un tacito accordo trasversale dei politicanti, che hanno agito con la complicità di molti ambienti sindacali che hanno chiuso gli occhi, è dimostrato dal fatto che nessun big del centro destra ha puntato apertamente lindice contro quel famigerato articolo 66 della finanziaria, che stabilisce, a partire dal 2010, la decadenza delle graduatorie permanenti e quindi di tutti i titoli acquisiti da coloro che con contratti a tempo determinato hanno i requisiti per poter essere assunti in ruolo. Un massacro de diritti che favorirebbe solo le lobby di baroni universitari che vogliono mettere le mani sui processi di reclutamento dei docenti.
Lunico ad avere il coraggio di rompere con questo silenzio assenso è Gianmario Mariniello, dirigente nazionale del movimento giovanile di An, che dice: Gli stessi che la mattina scendono in piazza contro il precariato, la notte tagliano 150milla insegnanti precari. Non sto scherzando, ma è quanto emerge dal testo della finanziaria approvato alla Camera e che ora è al Senato. Mentre anche il Presidente Napolitano parla di investire sulla Cultura e lIstruzione, il Governo Prodi taglia la scuola e butta dal 2010 nel cestino i tanti anni di lavoro di 150mila insegnanti italiani, quei precari che ogni anno garantiscono alla scuola italiana di funzionare. Si dice che il pastrocchio combinato alla Camera sia un errore tecnico. Me lo auguro. In mezzo a questa storia grida vendetta il silenzio dei sindacati, pronti negli anni scorsi ad inventare fandonie pur di scendere in Piazza contro la Moratti ed oggi silenziosi dinanzi agli scempi del Governo, che in quanto amico non si può contestare. Mi rivolgo agli insegnanti: abbandonate i sindacati. Un appello che dovrebbe essere seriamente in considerazione, lunico esponente della Cdl che aveva detto qualcosa in proposito di questo massacro dei diritti era stato Pizzolante (Fi). Su un piano strettamente locale è intervenuto anche un consigliere regionale campano di An, Angelo Polverino, che in occasione della visita del Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni a Caserta ha detto: «Il ministro Fioroni si bea della claque dei margheritini, ignorando che le sue affermazioni sono degne del libro delle bugie che Prodi e quanti come lui scrivono quotidianamente- dice Polverino – Peccato che all’incontro vi erano solo i suoi sostenitori e non i precari della scuola sulla cui pelle il governo e lui stesso, stanno giocando. Migliaia di famiglie verranno ridotte sul lastrico con una perdita di posti di lavoro che solo questo governo poteva mettere in atto, con le sue scellerate politiche, che inspiegabilmente non trovano opposizione nelle parti sociali». Polverino dice anche che: «L’Unione aveva impostato la campagna elettorale ed il proprio programma su una revisione più equa dei criteri dei punteggi delle graduatorie e sul riconoscimento professionale e del diritto al ruolo per i precari della scuola. Risultato? Non solo sono stati calpestati i diritti dei precari, ma il danno morale e materiale che questi subiranno sarà incalcolabile».
Salvatore Pizzo