Oggi è la “Giornata del Ricordo”, ricorrono i 60 anni dal Trattato di Parigi, con il quale l’Italia rappresenta dall’ambasciatore Meli Lupi di Soragna accettò di cedere alla Jugoslavia l’Istria e la Dalmazia. Luoghi in cui i partigiani comunisti gettavano gli italiani nelle foibe, vittime che solo oggi vengono onorate con la “Giornata del Ricordo”, istituita per legge nel 2004. Furono tanti gli italiani che decidendo di non diventare jugoslavi divennero profughi, uno spaccato di storia nazionale che riguarda anche Aversa, gli esuli furono smistati in 109 campi profughi in giro per l’Italia tra questi anche quello normanno.

Ricorda una donna istriana sfollata nella nostra città: «La prima tappa dell’esilio fu il campo di smistamento di Udine. Dopo due mesi eravamo ad Aversa, uno dei 109 campi profughi disseminati nello Stivale. Ma in quel Sud già avaro di opportunità per la propria gente il lavoro non si trovava. E il sussidio dello Stato bastava appena a comprare un litro di latte e mezzo chilo di pane». Una mostra sul tema è aperta al Liceo “Cirillo” di Aversa

Di s.p.