Mentre i sindacalisti delle categorie ippiche scioperano invocando sicurezza solo all’Ippodromo Cirigliano di Aversa, un’interrogazione presentata dalla parlamentare di An Paola Frassinetti (nella foto) denuncia una serie di sprechi e disfunzioni dell’attività di vigilanza, che l’ente Unire dovrebbe esercitare nello svolgimento del suo ruolo di controllo ed incremento della filiera ippica, un settore che ogni anno assicura un introito di centinaia di milioni di euro nelle casse dello stato, ma tutto ciò sembra non interessare ai sindacalisti ippici che evidentemente protestano in base ad altre logiche.

Nell’interrogazione presentata ai Ministri delle Politiche Agricole, del Lavoro e della Solidarietà Sociale l’On. Frassinetti ha fatto notare che l’ente per razionalizzare le spese ha tagliato gli addetti al controllo disciplinare, commissari di pista del trotto ed ispettori antidoping, addirittura gli addetti sono stati ridotti del 50%. Nomine che secondo la deputata da qualche tempo verrebbero fatte non dal segretario generale dell’Ente, ma “un non meglio precisato collaboratore”. Questi tagli incidono direttamente sui controlli necessari a prevenire le frodi a tutela anche degli scommettitori, si affievoliscono funzioni importanti tra cui: la sorveglianza sulla condotta disciplinare dei driver, la continua comunicazione alla giuria su ogni fatto e contestazione che dovesse insorgere nelle scuderie e nelle corse, l’espulsione dai luoghi delle corse si soggetti che dovessero turbare il buon ordine delle competizioni, il controllo dei partecipanti nelle fai pre corsa, il controllo dell’efficienza degli impianti gestiti dalle società private ed il controllo antidoping. Questi tagli incidono anche sul reddito degli interessati che essendo pagati a nomina, varcano così la soglia della povertà. L’On. Frassinetti parla senza mezzi termini di provvedimenti adottati come “resa di conti politica o personale”. Affermazione questa che vede silenti i sindacalisti ippici, e dulcis in fundo la parlamentare a titolo esemplificativo ricorda uno “spreco” operato dall’Unire proprio ad Aversa, dove a febbraio è stata inviata una giuria composta da persone di Modena, Bolzano e Montegiorgio, con evidenti spese di trasferta. Il caso vuole che il nome di Montegiorgio, piccola cittadina marchigiana, ricorra nuovamente nelle vicende che riguardano il Cirigliano di Aversa, sarà un caso ?

Salvatore Pizzo