Una volta eravamo fieri di avere tanti di questi giganti. Per secoli hanno rappresentato il nostro paesaggio nel mondo. Ora dovremmo guardarli in cagnesco, diffidare di loro, fare attenzione ai loro frutti. Parliamo dei Pini giganti (pinus maritimus) che delimitano gran parte del nostro Parco Pubblico (foto in allegato) e che progetti insani vorrebbero abbattere senza appello.

Dicono che sono malati ma ancora non ci hanno fatto vedere le carte, né è stata verificata la diagnosi. Non è forse vero che le malattie dell’uomo le troviamo nell’ambiente in cui vive, così come i problemi ambientali lo influenzano continuamente? E poi, forse oggi si portano a morte gli ammalati? O invece non si tenta la guarigione o la stabilizzazione delle malattie per giungere ad uno stato di vivibilità soddisfacente ? E ancora, solo perché sono vecchi devono essere uccisi? Quanti tra i nuovi Torquemada metterebbero a morte gli anziani solo perché sono arrivati a 65-70 anni e quindi la loro spettanza di vita è limitata? Perché dunque uccidere i nostri cari giganti Pini che da decenni assorbono schifezze e veleni di ogni tipo e ci regalano doni di benessere fisico ed emozionale? Solo per imporre capoticamente l’abbattimento del muro di cinta per far lavorare qualche ditta amica? Non esistono forse altre soluzioni? Sono state discusse o sollecitate nell’ambito della Consulta per l’Ambiente ? Vogliamo ricordare a tutti che il concetto attuale di ambiente è vecchio, stantio, logoro. L’ambiente è un insieme infinito di realtà viventi che cooperano ad assicurare anche, non solo, all’uomo condizioni le più salutari e vantaggiose possibili. L’ambiente è il mondo sotterraneo, quello appena emerso e quello, infinito, che continua e si abbraccia con l’atmosfera. Liberateci quindi dai nuovi Inquisitori (o soliti Speculatori ?).

Gennaro Mariniello Presidente del Co.sa.dir.ci. di Aversa