I resti di Giovanni Passannante, l’anarchico che attento’ nel 1878 alla vita del re Umberto I a Napoli, rientreranno in Basilicata il prossimo 11 maggio. Il cranio ed il cervello sono attualmente conservati presso il Museo criminologico di Roma. La data del rientro dei resti è stata decisa durante l’incontro che il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, ha tenuto con il sindaco di Savoia di Lucania, Rosina Ricciardi.

L’anarchico era originario di Salvia di Lucania, fu incarcerato e dopo la morte i suoi resti sono stati usati per degli studi scientifici, la famiglia dell’uomo fu invece perseguitata e rinchiusa anche nel manicomio di Aversa. Dopo l’attentato, il Comune in ossequio al Re fu costretto a cambiare nome in Savoia di Lucania. Secondo De Filippo: ”Si chiude cosi’ una delle vicende della storia italiana piu’ controversa e dibattuta. Animata da sentimenti di pietà e di giustizia – ha detto – la Regione Basilicata si è fatta promotrice del rientro in terra lucana delle spoglie del Passannante, mostrandosi attenta e sensibile alla richiesta di traslazione sostenuta dal Comune di Savoia, da moltissimi lucani e da ultimo dai discendenti diretti”. ”Il rispetto di tutti i morti – ha proseguito il presidente De Filippo – anche di quelli su cui ha pesato più di ogni altra cosa il giudizio della storia e degli uomini impone scelte nette e quella di assicurare pace e dignità alle spoglie di Passannante è un dovere innanzitutto di civilta”’. Per il sindaco di Savoia, Rosina Ricciardi: ”Si tratta di un avvenimento importante a cui l’amministrazione comunale ha guardato sempre con particolare interesse, non ostacolandone mai il corso affinchè la storia di Passannante fosse restituita interamente al territorio”. Per arrivare ad una degna sepoltura dei resti di Passanante si è mosso un nutrito numero di artisti ed al fine di sensibilizzare le istituzioni, si sono tenuti anche degli spettacoli dedicati al tema.

Di red