Il sito della ex Texas di Aversa, prima del trasferimento a Marcianise fu interessato da discussi passaggi di proprietà, su cui indagano tre procure quelle di Santa Maria Capua Vetere, Padova e Ivrea. Tra le società che si passarono di mano il sito ci fu anche la Unicom nella quale aveva un ruolo il deputato di Forza Italia Ilario Ferruccio Floresta, il quale costituì con Sergio Vicari la società Yorik con sede a Bologna, a questultima fu conferita la proprietà del terreno e della struttura alla quale la stessa Unicom doveva pagare un fitto di 100milioni al mese, (inquilini e proprietari erano la stessa cosa, o quasi).
Quando si portò lo stabilimento a Marcianise perché il fitto era troppo oneroso(!), il terreno dove sorgeva lo stabilimento sulla Variante rimase della Yorik, e tutti i quartinari aversani inziavano a spellarsi le mani, ma alla fine non si faranno quartini ma qualcosaltro ad alta reddività per chi ha fatto laffare d acquitare il terreno. Il 5 agosto 2005 la giunta comunale di Aversa guidata Domenico Ciaramella, concesse la licenza a costruire un manufatto per uso industriale e/o artigianale, la coincidenza vuole che il progetto è firmato dellarchitetto averano Nicola Golia, ex segretario cittadino di Forza Italia, lo stesso partito del Sindaco, ed ora presidente del Consorzio Geoeco. La Yorik era stata costituita nel settembre 1998 aveva sede a Bologna, in Via Castiglione 21, nello studio di Piero Gnudi che dal maggio 2002 è il presidente dellEnel. La Yorik è stata poi rilevata da Aniello Cesaro, fratello di Luigi Cesaro paramentare di Forza Italia e big della politica a SantAntimo, operazione avvenuta attraverso la Esseci srl (controllata da Aniello Cesaro). Larea è di circa 60mila metri quadri e vale circa 2mila euro al metro quadro. Intanto in questa nauseabonda campagna elettorale del dramma dei lavoratori della Texas nessuno né parla. Si parlava di un centro commerciale in quellarea, ma si è trattato solo di una voce destituita di fondamento, lautorizzazione non permette questo tipo di attività.
Salvatore Pizzo