Mi è capitato spesso, ultimamente di prendere il treno da Roma per Aversa di venerdì sera. Sono un emigrante anch’io, dato che da poco lavoro nella Capitale. Mio fratello è un universitario fuori sede: insomma capisco cosa voglia dire essere “emigrante”. L’Intercity delle 19:27 è affollatissimo di aversani che ritornano in Patria: professionisti, insegnanti, operai, studenti che nel fine settimana riabbracciano la famiglia.

Il pianto e la tristezza per aver abbandonato la propria terra è davvero comune a tutti noi, ma la constatazione appena successiva che tanti fanno è amarissima: “fuori è tutta un’altra cosa”, per poi proseguire con frasi classiche tipo “come stiamo inguaiati” o “i miei figli non cresceranno mai ad Aversa (od in qualche Comune dell’Agro)”. Difficile dar loro torto. La mia attività politica nasce 10 anni orsono, e spesso mi è capitato di avere a che fare con ragazzi giovanissimi che, finito il Liceo, si trovano a fare una scelta decisiva per la propria vita: andare a studiare fuori o meno. Io, a 18 anni, scelsi – illuso, chissà – rimanere ad Aversa, per dare il mio contributo alla mia terra, alla mia Patria, cioè la Terra dei Padri. Ma ai miei ragazzi, con la morte nel cuore, ho spesso consigliato di andare a studiare fuori, per potere sfruttare al meglio le proprie potenzialità, per avere tante opportunità e per aprire la mente. Ad Aversa (così come in tutto il Sud Italia) tutto questo non sarebbe possibile. Sono candidato alle comunali, nella lista di Alleanza Nazionale, come espressione di Azione Giovani, il movimento giovanile del partito di Fini (di cui sono dirigente nazionale). Non ritengo indispensabile la mia presenza in consiglio comunale in quanto Gianmario Mariniello, vado ripetendo ai miei (potenziali) elettori, ma ritengo auspicabile la mia presenza come rappresentante di una comunità umana e politica che vuole con tutte le forze tipiche dell’età giovanile, di dare il proprio virile contributo alla rinascita della nostra terra. Di sicuro non mi occuperò di quartini, vera e propria follia di un popolo che ha distrutto la sua ricchezza: la terra. Al massimo mi occuperò di quartini per cercare di far sì che quelli abusivi vengano buttati giù. Aversa ha potenzialità straordinarie: Drengot e i normanni, un centro storico unico in Italia, mozzarella, Asprinio, Cimarosa, Jommelli, Andreozzi, basterebbero a qualsiasi città della Toscana per attirare migliaia di turisti e per creare migliaia di posti di lavoro ben retribuiti. Purtroppo così non è. Il territorio è stato devastato, l’identità cancellata e con essa la memoria storica. Tutto è stato sostituito da casermoni brutti ed anonimi, che producono ricchezza non duratura nel tempo e limitata a pochi noti (noti specie alle Forze dell’Ordine). Abbiamo un’unica strada, dinanzi a noi: il turismo e la valorizzazione di noi stessi. Solo amando noi stessi e la nostra Città potremo domani non vedere più la monnezza in mezzo alla strada (trasposizione della monnezza interiore di tanti nostri concittadini). Solo amando noi stessi e la nostra Città potremo domani insorgere contro chi uccide i suoi figli, con le pistole o “smaltendo” rifiuti tossici. Solo amando noi stessi e la nostra Città potremo ricevere le frotte di turisti che garantiranno il futuro nostro e dei nostri figli. Non prometto nulla. Garantisco solo l’impegno. Per me la politica non è mai iniziata e finita a Piazza Municipio. Per me la politica è servizio. Il mio programma è sul mio blog – www.mariniello.net – per chi non mi conosce ed è scritto – per chi mi conosce – nella storia mia personale, della mia famiglia e della comunità giovanile cui appartengo e che ho l’onore di guidare. Il mio sogno è il ritorno in Patria dei figli di Aversa. Da solo posso davvero poco, insieme tutto è possibile.

Gianmario Mariniello – Dirigente nazionale Azione Giovani – Candidato al Consiglio Comunale

(nella foto sopra Mariniello)