I Pm della Procura Antimafia di Napoli, Raffaele Cantone e Raffaello Falcone, realtivamente al processo che riguarda interessi del Clan dei Casalesi negli appalati pubblici, e per fatti riciclaggio che riguardano la colonna parmigiana dell’organizzazione, ieri sera ha chiesto 20 condanne che variano da uno ad 8 anni, due rinvii a giudizio e tre assoluzioni.

Tra le richieste di condanna spiccano quella che riguarda il parmense Aldo Bazzini (3 anni e 8 mesi), immobiliarsita parmigiano, il figlio Andrea ha già patteggiato 2 anni, mentre la convivente di Bazzini padre, Annmaria Errante, ha patteggiato anche lei, ma 1anno e 4 mesi. Anche per Salvatore Insigne, il consigliere regionale dell’Udeur la richiesta è di 3 anni e 8 mesi, l’esponente del partito di Mastella secondo gli inquirenti avrebbe aiutato un’azienda in odor di Camorra. Sono stati chiesti 8 anni per Pasquale Zagaria, il fratello del boss Michele, l’uomo che teneva i contatti con le istituzioni ed in particolar modo con gli amici parmigiani, si è costituito la giovedì, era recentemente salito alla ribalta delle cronache anche per il suo incontro con Giovanni Bernini, l’ex consigliere del Ministro delle Infrastrutture Lunardi, ex presidente del Consiglio Comunale di Parma ed attuale assessore di Forza Italia nella città emiliana, per questa vicenda un altro ex assessore di Parma è indagato per riciclaggio. Su questi fatti Zagaria ir nei giorni scorsi ha parlato per sei ore. Per il superboss Michele, latitante da oltre 10 anni, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio. Questo l’elenco delle richieste: Michele Barone ( 6 anni e 8 mesi), Massimiliano Caterino (7 anni), Salvatore della Corte (assoluzione), Aniello Diana (3 anni e 10 mesi), Giuseppe Di Matteo (3 anni), Michele Fontana (7 anni e 2 mesi), Pasquale Fontana (5 anni), Vincenzo Fontana ( 1 anno 4 mesi), Biagio Tammaro (4 anni e 2 mesi), Salvatore Nobis (5 anni), Alfonso Pellegrino (3 anni 4 mesi), Antonio Santamaria (6 anni e 8 mesi), Carmine Zagaria (1 anno e 11 mesi), Corrado Diana (assoluzione), Mauro Enzo (assoluzione), Francesca Linetti (1 anno pena sospesa), Giuseppe Fusco (assoluzione). In questa inchiesta è venuto fuori che la cassa del Clan era Parma, dove i casalesi grazie ad appoggi pesanti del posto, reinvestivano i soldi sporchi di sague. Nella precedente udienza oltre a Michele Zagaria (che risponde di associazione camorristica) e Filippo Capaldo (associazione camorristica ed estorsione) è stato rinviato a giudizio anche Cesare Giancane, ufficiale dell’Esercito, direttore dei lavorio del cantiere della Nato di Licola, un affare che interessava molto ai Casalesi. Nella scosa udienza avevano anche patteggiato con la pena sospesa: Antonio Zagaria (1 anno e 6 mesi); Carmine Zagaria (1 anno e 11 mesi) stessa pena per il cugino Pasquale Fontana, omonimo di un altro indagato; Antonio Diana, (6 mesi in continuazione con un’altra estorsione ai cantieri dell’Alta Velocità).

Salvatore Pizzo

Nella foto sopra: Michele Zagaria

 

 

Questa notizia non l’avremmo potuta dare se fosse già in vigore la legge Mastella