Una mania di protagonismo benedetta dalla Chiesa, questi casertani non sanno più cosa fare per appioppare il loro toponimo alle eccellenze della nostra terra, non basta che dobbiamo sorbirci la pesantezza del fatto che la loro città, senza alcuna spiegazione plausibile, sia elevata a capoluogo di provincia con competenza anche sull’Aversano, l’Atellano, il Casalasco ed il Liternese,

da qualche tempo la stanno menando anche per prendersi il nome della Seconda Università agli Studi di Napoli, e per ottenere che la denominazione dell’ateneo abbia il toponimo “Caserta” hanno come maggior sponsor il loro Vescovo, Raffaele Nogaro, appoggiato localmente da qualche penna di quel posto. Il prelato dopo che qualche mese fa aveva polemizzato con il Rettore, adesso è ritornato alla carica facendosi promotore di una petizione apposita. Un vescovo che interviene per assecondare certe vanità, e poi volendo stare in punta di diritto (ecclesiastico) siccome l’Università ha facoltà anche nei territori delle Diocesi di Aversa e Capua, il cui peso è certamente maggiore di quello di Caserta, quale competenza avrà il massimo pastore casertano in questi luoghi non si sa, ma uscendo dai confini ecclesiastici, a questo monsignore caertano andrebbe ricordato che l’Università venne concepita politicamente, tra gli altri, anche da due compianti parlamentari aversani, Antonio Ruberti, all’epoca Ministro dell’Università e Tiberio Cecere, uomo di punta della Dc aversana. I nostri politici attuali non hanno il sangue nelle vene per potersi cimentare in certe situazioni e questi filo casertani nè approfittano. Nella città normanna, ma anche a Santa Maria Capua Vetere e Capua ci sono importanti facoltà della Sun, perchè essa dovrebbe essere “di Caserta”. Siamo davvero stanchi di questa casertanità vanesia, come si può pensare che l’Ateneo preposto a formare anche i nostri giovani guardi verso Caserta, il nostro punto di riferimento deve esse più ampio, più europeo e non certo localistico e di piccolo cabotaggio campanilistico di una cittadina che non è nemmeno la nostra. Non si può togliere il nome di Napoli, metropoli mondiale verso la quale Aversa può sicuramente guardare per sostiuirlo con quello di Caserta, volendo non ispirarsi a Napoli si può anche pensare che l’acronimo Sun vuol dire sole in inglese, almeno è più significativo di Caserta. Sono passati 15 anni da quando sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto 1992 fu pubblicata la legge istitutiva, ma i casertani ci provano sempre, a sostenere la petizioni sono le Acli di Caserta, la Caritas diocesana (di Caserta), l’Azione cattolica, la Pastorale giovanile, il Comitato Caserta Città di pace. Altro che pace questi sono schiaffi, l’Università non è solo di Caserta è anche nostra e poi mica è un affre religioso, i sodalizi che sono scesi in campo che finalità hanno, e i responsabli aversani delle medesime associazioni non dicono nulla? Una proposta di buon senso è arrivata dall’Assessore regionale Teresa Armato, la quale, anche se prende per buono il fatto che Caserta abbia questa strana leadership, ha detto che promuoverà un concorso di idee per “trovare il nome giusto”.

Salvatore Pizzo