Il Signor Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni (o chi per lui) prima fa cacciare gli insegnanti non di ruolo, quelli comunemente sono detti “precari” da un dibattito organizzato nell’ambito della festa del suo partito, la Margherita, poi a distanza di qualche giorno nella lettera che ha inviato a tutte le scuole italiane in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, dice ufficialmente che gli insegnanti fino ad ora reclutati lo sono stati “per risulta”, chissà cosa voglia dire “per risulta”.

Essendo l’onorevole Fioroni un politico, quindi potenzialmente interessato a raccogliere consensi, le posizioni che assume hanno una precisa strategia, almeno dovrebbero esserle quelle di un politico d’esperienza come lui. In questa strategia che sta perseguendo non si capisce bene dove voglia andare a parare, puntando l’indice contro una parte consistente del corpo docente italiano, assunto a tempo determinato semplicemente per risparmiare, per volontà dei politici questi sì scelti “per risulta”, si vede solo la finalità di allontanarli del futuro Partito Democratico in cui la Margherita dovrebbe confluire. Una sorta di autolesionismo politico, ma a pensarci bene, per lui è quelli che lo sostengono nella Margherita, ciò convene, per loro potrebbe non essere un dramma: il corpo docente italiano proviene perlopiù da aree territoriali dove Fioroni non è molto influente, lo sono però altri ex democristiani che privati di questi consensi, che non sono quelli del singolo ma di intere famiglie, perderebbero molto. Nel Sud spesso non si vota individualmente, ma la decisione e familiare, se così è il disegno appare chiaro. Ecco cosa scrive il Ministro nella lettera: “(…)Questo è il primo anno in cui la scuola italiana non produrrà più nuovi precari. Ora il nostro impegno, dopo la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento e la progressiva immissione in ruolo dei precari, consentirà l’individuazione di una modalità di formazione e reclutamento degli insegnanti che permetta alla scuola di avere sempre docenti per scelta, non per risulta, e di bandire concorsi che, sul numero di posti certi, al termine di un biennio esauriscano la propria validità(…)”. In un discorso per genere la “risulta” se la poteva risparmiare, un politico quando fa una cosa ha sempre una finalità. Specie uno esperto come Fioroni che non certo parla a caso.

Salvatore Pizzo