La testimonianza di un 45enne di San Cipriano d’Aversa è stata determinante per portare alla condanna, in primo grado, per peculato di un medico parmigiano molto conosciuto nella città emiliana. Tutto è iniziato da una lettera pubblicata il 30 gennaio del 2004 nell’apposita rubrica “Lettere al direttore” del quotidiano locale Gazzetta di Parma:

un cittadino segnalava il fatto che essendosi fatto visitare in una struttura pubblica, aveva optato per pagare la visita direttamente il medico perchè ciò comportava un risparmio rispetto al pagamento che richiedeva l’Azienda ospedaliera. La cosa insospettì la Procura della Repubblica di Parma che affidò il caso ai carabinieri del Nas, i militari hanno individuato sia l’autore della “lettera firmata” che il sanciprianese V. Z., che vive a Gatttico nel reggiano, i quali hanno confermato la modalità di pagamento. Secondo le accuse il professionista, dipendente del Dipartimento di medicina clinica e terapia medica dell’Ospedale Maggiore di Parma, si sarebbe appropriato del pagamento di prestazioni che doveva essere versato all’Azienda. Ieri l’udienza, con il giudizio abbreviato, davanti al Gup Maria Cristina Sarli (Pm Silvia Ferrari) è la relativa condanna ad 8 mesi con il beneficio della pena sospesa per il 55enne Riccardo V., molto conosciuto a Parma.

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