I Carabinieri per la tutela dell’ambiente, che stanno indagando insieme alla Procura di Napoli, hanno eseguito in quattro città italiane cinque sequestri per traffico illecito di rifiuti pericolosi relativi allo smlatimento delle auto usate. Sono indagate quindici persone, tra cui tre funzionari del comune di Frattaminore. I reati contestati vanno dalla gestione non autorizzata dei rifiuti,

alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, all’abuso d’ufficio alla truffa. I funzionari del Comune di Frattaminore sono coinvolti relativamente al rilascio di un certificato di destinazione urbanistica alla ditta di demolizioni Commet. L’operazione Dirty Park ha origine in un’unchiesta iniziata nel 2005 quando i militari del Noe di Udine avevano scoperto che all’interno degli impianti di trattamento di rifiuti ferrosi, a San Giorgio di Nogaro (Udine), venivano trattati rifiuti speciali pericolosi – molti provenienti da Paesi stranieri – senza averne l’autorizzazione. Il valore dei beni sequestrati l’altro ieri ammonta a 50 milioni di euro, mentre l’illecito volume di affari risulta pari a 10 milioni di euro. Due sono le aziende coinvolte sono la autodemolizione Commet di Frattaminore, e la ditta di trasporti Italiatrasporti di San Marcellino, le altre sono la siderurgica di San Giorgio di Nogaro (Udine), che tratta rifiuti ferrosi, la Faeco di Bedizzole (Brescia), una discarica di fluff, l’acciaieria Valsabbia di Odolo (Brescia). Intanto si è saputo che il giudice, Marcello Piscopo, ha fissato per il prossimo 26 novembre l’udienza preliminare sullo scandalo dei rifiuti in Campania. Sono 28 gli imputati per i quali e’ stato chiesto il rinvio a giudizio e, tra questi, anche il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, nella sua veste di ex Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania.

Di red