La famiglia Savoia ha l’ardire di chiedere un risarcimento allo Stato italiano di 260 milioni d’euro a causa dei danni morali patiti durante un esilio durato 54 anni. Il maxi risarcimento chiesto all’Italia da Vittorio Emanuele e dal figlio Emanuele Filiberto comprenderebbe anche la restituzione dei beni mobili ed immobili confiscati al momento della nascita della Repubblica Italiana.

Gli avvocati dei Savoia hanno presentato la richiesta di risarcimento direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al presidente del Consiglio Romano Prodi. Interpellato dalla trasmissione televisiva della terza rete: Ballarò, condotta da Giovanni Floris, il segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico ha risposto per le rime, affermando che non solo non sarà risarcito nulla ai Savoia, ma, anzi, lo Stato italiano intende chiedere i danni per le atroci conseguenze che lo sciagurato comportamento dell’ex casa regnante ha causato al popolo italiano. A questo punto tutti i fautori del ritorno in Patria del contrito Savoia, della sua “simpaticissima” consorte e del suo “telegenico” figlio sono serviti. Questi emeriti personaggi, visto che hanno tanto insistito per riammettere sul territorio nazionale i “maschietti” di casa Savoia non dovrebbero battere ciglio a donare loro stessi i 260milioni d’euro a questi “poveri” ex regnanti. L’unico commento che mi sento di fare e che, ormai, in Italia la parola vergogna è morta e sepolta per sempre. L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani ne prenda atto e la cancelli dal Dizionario della Lingua Italiana. Una prece…

UGO PERSICE PISANTI

La redazione condivide gran parte dell’articolo, tranne il fatto che non dovessero essere riammessi in Italia, è un barbarie limitare la libertà di circolazione a chi è nato figlio di.