Sono due gli eventi cimarosiani di rilievo mondiale nell’agenda dei melomani appassionati del “Cigno di Aversa”, che si aggiungono alla recente edizione del festival flaustico appena conclusosi nella città normanna. Nell’ambito delle iniziative promozionali sul tema "Il ‘700 alla riscoperta delle antichità", realizzate negli Stati Uniti dal Center for Musical Studies in collaborazione con la Regione Campania e la Soprintendenza ai Beni Librari,

si è tenuto nella National Gallery of Art di Washington un concerto sul tema "The Eighteen century rediscovers the Ancient World" che ha posto l’accento sul "Golden age of Naples (1735–1800)". Per l’occasione la Soprintendenza ha esposto per l’occasione alcuni manoscritti musicali, appartenenti al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, tra cui i manoscritti cimarosiani appartenenti alla collezione della Regina Carolina. Intanto, dopo Salisburgo e Las Palmas de Gran Canaria, Riccardo Muti porta in Italia l’opera buffa di Domenico Cimarosa ‘Il ritorno di don Calandrino’: il debutto è fissato per il 15 dicembre, alle 20.30 al Teatro Alighieri nell’ambito del Ravenna Festiva Dicembre all’Opera. Si tratta della prima ripresa in epoca moderna di un lavoro del 1778, ritrovato proprio nel conservatorio napoletano di San Pietro a Maiella. In Germania l’opera è stata ritenuto un vero capolavoro. “Il ritorno di don Calandrino’ mostra personaggi coinvolti intrighi amorosi ed in una serie di equivoci. La regia è di Roberto Cappuccio, la scenografia i Edoardo Sanchi. Il cast dell’Orchestra Cherubini che canterà a Ravenna sarà quello gia’ ascoltato al Festival di Pentecoste di Salisburgo con Francisco Gatell nei panni del protagonista, Laura Giordano (Livietta), Monica Tarone (Irene), Francesco Marsiglia (Valerio) e Marco Vinco (monsieur Le Blonde). L’opera sarà replicata il 16 (ore 15.30) a Ravenna, il 22 al Teatro Verdi di Pisa e il 28, 29 e 30 al Municipale di Piacenza.

Salvatore Pizzo